Lo sfogo di Sulley fa rumore: trattato come un criminale

Il club avrebbe optato per il basso profilo, ma il mediano rilascia un’intervista a FifPro Tommasi (Aic) svela: «Ricorso fatto assieme a Muntari». Boateng solidale su Twitter
PESCARA. Sulley Muntari ha scelto la linea del silenzio, ma solo in via ufficiale. Il Pescara ha preferito non far rilasciare dichiarazione al centrocampista ghanese, il quale, però, ha scelto di raccontare il suo stato d’animo in un'intervista esclusiva a FIFPro (sindacato internazionale dei calciatori) suscitando non poco imbarazzo all’area comunicazione del Pescara, che aveva preferito preservare il proprio tesserato. «Sento che qualcuno finalmente mi ha ascoltato e sentito. Questa è una vittoria importante per comunicare il messaggio che non c'è posto per il razzismo nel calcio, o nella società in generale». Ha detto il ghanese. «Sono stato trattato come un criminale. Come potevo essere punito quando ero io la vittima di un atto razzista?». È lo sfogo di Muntari, all'indomani della revoca della Corte d'Appello Figc della squalifica di un turno. Il ghanese del Pescara, al sito della Fifpro, ha aggiunto. «Gli ultimi giorni sono stati duri per me. Mi sono sentito arrabbiato e isolato. Spero che ciò possa essere un punto di svolta in Italia e mostrare al mondo cosa significa difendere i tuoi diritti». Il mondo dello sport e non solo applaude la decisione della corte d’appello, come l’Aic (Associazione italiana calciatori) con Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, in prima fila ad esprimere «grande soddisfazione» per la giornata di squalifica tolta al centrocampista ghanese. Tommasi, che venerdì sera aveva affidato a Twitter il suo pensiero, aggiunge: «Siamo particolarmente felici perché il ricorso l'abbiamo fatto noi assieme al giocatore, dopo che lui stesso ci ha detto di voler ricorrere contro la squalifica. Ci siamo attivati e siamo riusciti a far pronunciare la Corte prima della partita». E continua dicendo: «Importante è essere riusciti a far passare il messaggio che la sanzione era eccessiva rispetto al comportamento tenuto da Muntari che in buona fede voleva solo far terminare gli insulti che aveva sentito». Sugli episodi di razzismo durante le partite il presidente dell'Assocalciatori ha precisato che «le regole ci sono, c'è l'avviso dello speaker come primo provvedimento e poi l'interruzione della partita come secondo provvedimento. Nel caso di Muntari non è avvenuto questo forse perché gli insulti non sono stati sentiti».
E ieri il ghanese è tornato a twittare ringraziando tutti, ma non il Pescara. «Sono determinato a combattere il razzismo. Il calcio dovrebbe ispirare il rispetto per una razza, la razza umana». Ed è subito arrivata la risposta del suo amico Kevin Prince Boateng, ex compagno di squadra ai tempi del Milan: «Combatteremo insieme fratello mio». Stasera, alle 21, su Italia 1, a “Le Iene Show” andrà in onda il servizio di Dino Giarrusso che ha incontrato Muntari e il presidente della Figc Tavecchio.
(l.d.m.)
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