Lucarelli: «Chieti, desiderio realizzato»

Eccellenza, il nuovo tecnico la spunta su Montani e Piccioni. Domani il debutto
Alla vigilia del primo dei tre turni infrasettimanali previsti quest’anno in Eccellenza, ecco il secondo avvicendamento tecnico stagionale. Un cambio che fa rumore, trattandosi della panchina del Chieti, una delle principali candidate alla vittoria finale. Un esonero, quello di Umberto Marino, deciso sin da domenica sera, a poche ore cioè dalla disastrosa prova di Pratola Peligna, con relativo ko: il secondo di fila per Miccichè e soci. Ieri mattina, invece, l’ufficializzazione del 45enne avezzanese Alessandro Lucarelli, preferito ai colleghi Fabio Montani ed Attilio Piccioni, anch’essi in corsa per la panchina neroverde. «Li ringraziamo entrambi», commenta il dg del Chieti Cristian Pollio, «per la loro disponibilità. A tal proposito, ci tengo anzi a sottolineare come il mancato accordo con Montani non sia affatto legato a mere questioni economiche, come si è detto in giro. Le sue richieste infatti erano assolutamente in linea con quelle degli altri allenatori. La scelta è caduta su Lucarelli perché il suo profilo è stato giudicato idoneo da tutte le componenti societarie».
Al presidente Filippo Di Giovanni il compito di motivare l’esonero di Marino: «Dopo le ultime prestazioni», spiega, «non si poteva fare altrimenti, considerando come l’attuale classifica non fosse affatto in linea con le aspettative della piazza. Scelta dolorosa ma inevitabile, essendo necessario dare una scossa al gruppo e magari anche una diversa mentalità. Ringraziamo il tecnico per la professionalità evidenziata in questi due stralci di stagione (nel dicembre scorso era subentrato in corsa a Gabriele Aielli, ndc) ma capita che a pagare sia l’allenatore quando le cose non vanno. Un ritorno sul mercato? Vedremo. Magari a dicembre».
Queste invece le prime parole del neotecnico neroverde, che domani sera (la gara si gioca alle 20) farà il suo debutto ufficiale all’Angelini contro l’Amiternina: «Arrivo a Chieti con qualche mese di ritardo (era stato contattato anche un anno fa, ndc), ma l’importante è essere qui. È un desiderio che si realizza e di questo devo ringraziare la dirigenza che ha deciso di puntare su di me. È chiaro che quando si subentra è perché le cose non vanno bene, per cui ci sarà da lavorare per sistemare ciò che non funziona, a cominciare dall’aspetto motivazionale. Mercoledì ci attende un avversario insidioso e dobbiamo essere pronti ad affrontarlo al meglio. Per chi allena non è il massimo scendere in campo dopo soli due giorni di lavoro, ma potrebbe esserlo per la squadra, desiderosa di riscattarsi agli occhi dei propri tifosi». Un giudizio sull’organico a disposizione? «Assolutamente valido, e del resto non sarei qui se non fossi convinto delle qualità di questo gruppo. So quali sono le ambizioni del club e della piazza, e farò di tutto per soddisfarle. Nove punti di ritardo dalla vetta non sono pochi, ma i campionati si decidono ad aprile, per cui c’è tutto il tempo per recuperare».
Sambuceto permettendo, primo a punteggio pieno, che fila col vento in poppa. I viola hanno distanziato la concorrenza anche grazie al primo ko del Nereto, sconfitto a Scoppito dal centesimo gol in carriera di Vinicio Paris: «Dopo l’errore dal dischetto», rivela il quasi 34enne attaccante dell’Amiternina, «sarei voluto scomparire, ma il bello di questo sport è che ti concede sempre un’opportunità di riscatto: sono stato bravo e fortunato a sfruttarla, realizzando questo mio traguardo personale e, soprattutto, contribuendo al successo».
Stefano De Cristofaro
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