Lukaku sfida Ibrahimovic sarà un derby tra giganti

Lo svedese ci sarà, il recupero di Handanovic valutato nell’immediata vigilia Al Meazza 75mila spettatori, Pioli (uno degli ex) non ha mai battuto Conte
MILANO. Il derby di Milano è una lunga scarica d'adrenalina che culminerà con l'immancabile sold out di San Siro, oltre 75mila spettatori, lo stadio totem del calcio italiano che presto dovrà lasciare spazio al nuovo che avanza senza cedere del tutto il passo. In palio domani (ore 20,45) non ci saranno solo i tre punti, buoni per il sogno chiamato scudetto o per la dura rincorsa ad un posto in Champions League dopo un avvio ad handicap, ma una iniezione di autostima. Una gara dal peso specifico unico, per spazzare via dubbi e incamerare nuove certezze. Tutti vogliono esserci, anche stringendo i denti: Ibrahimovic si allena in gruppo e si ritiene pronto a giocare dal 1', Handanovic invece arriva per primo ad Appiano ma non lavora con il pallone e dovrà aspettare il provino di domani per capire se potrà difendere la porta dopo l'infrazione al mignolo della mano sinistra. Eriksen intanto è pronto all'esordio nel derby della Madonnina e ostenta sicurezza: «Chi lo vince? L'Inter». Sarà la partita dei grandi confronti. Lukaku (probabilmente in tandem con Sanchez) contro Ibrahimovic è una dolce primizia in Italia: giganti affamati di gol, capaci di essere uomini catalizzanti negli spogliatoio e di alzare il livello dei compagni in campo. Diventati entrambi poliglotti ma cresciuti in povertà: il belga ad Anversa, costretto a bere latte allungato con l'acqua e vivere con i topi in casa; lo svedese a Rosengard, il ghetto di Malmoe, con un padre bosgnacco che ritardava il pagamento dell'affitto per poter comprare le scarpe da calcio al figlio. Sacrifici che li hanno forgiati in caratteri ben diversi: umile e generoso Romelu, fiero e combattivo Zlatan. Conte e Pioli sono tecnici agli antipodi: l'ex ct è indemoniato in panchina ed estremamente esigente negli allenamenti per raggiungere l'apice in fretta, più serafico e desideroso di un ambiente tranquillo invece è l'allenatore di Parma, la cui fugace avventura all'Inter (squadra che simpatizzava da bambino) nel 2017 terminò con un esonero. Il bilancio tra i due vede Conte imbattuto, con 4 vittorie e 3 pareggi in 7 scontri diretti. Forse anche per questo Pioli fa pre-tattica e prova due moduli: il 4-4-2 con Leao al fianco di Ibra e il 4-4-1-1 con Calhanoglu sotto punta e Bonaventura sulla fascia sinistra. Sarà anche la sfida a distanza tra due proprietà ricchissime. I due club, però, non sono mai stati così lontani in termini economici: l'Inter di Suning ha registrato il primato storico dei ricavi (417 milioni), il Milan di Elliott invece è ferma ai dati di 10 anni fa (241), con un'esplosione del rosso, arrivato a 146 milioni. In campo, però, non andranno i fatturati o la classifica ma 22 esseri umani, con le loro emozioni da gestire e caratteristiche da esaltare.
Angelo Caradonna

