Lukaku trascina l’Inter: Conte ha il passo scudetto

Il belga impiega 32 secondi per fare gol e dare il via al 3-0 al Genoa
MILANO. L'Inter e Lukaku non si fermano. Anzi continuano a correre, travolgendo tutto quello che trovano davanti. E restano a più quattro sul Milan, salendo a più dieci sulla Juventus che sabato ha pareggiato a Verona.
Altro giro, altro 3-0, stavolta al Genoa, che capitola già dopo 32” sull'ennesima azione alla Lukaku, una corsa di potenza e rabbia chiusa con un tiro nell'angolino. È il segnale di un pomeriggio difficile per i rossoblù - che peraltro avevano scelto un ampio turnover in vista del derby, mercoledì - anche perché la squadra di Conte non sarà implacabile sotto porta, ma passa gran parte dei 90' nelle vicinanze dell'area avversaria, creando occasioni a ripetizioni. Non basta Perin ad evitare il tracollo, con Darmian e Sanchez che nella ripresa chiudono i conti: quinta vittoria consecutiva per i nerazzurri.
L'Inter non si fa distrarre dalle voci che arrivano dalla Cina (il Jiangsu Suning che cessa ogni attività dopo le difficoltà economiche, mentre lo Stato è intervenuto acquistando 1,9 miliardi di euro in azioni di Suning.com), continuando a correre verso il suo obiettivo. «Al di là di tutto, dobbiamo concentrarci sul campo, io devo incidere su dove posso, altrove è inutile perdere energie», spiega Conte nel post gara. E in effetti funziona, perché la sua squadra è sul pezzo e continua a girare al meglio. Il gol lampo di Lukaku mette in discesa la gara, ma i nerazzurri continuano come se nulla fosse, anche grazie a un Genoa rinunciatario (sei cambi per Ballardini rispetto all'ultima gara, con la testa alla Samp). Lo svantaggio, infatti, porta una reazione dei rossoblù che, però, non va oltre un paio di conclusioni deboli per impensierire Handanovic, fatta eccezione per un destro ravvicinato di Scamacca dopo che il portiere sloveno si fa scappare la palla in uscita su un corner. Dall'altra parte, Perin deve fare gli straordinari, salvato pure dalla traversa su una conclusione di Barella. Anche perché Lukaku e Lautaro sono in palla: il belga prova a raddoppiare con un altro paio di sgroppate delle sue, l'argentino ci prova anche in rovesciata, senza fortuna. Nella ripresa l'Inter abbassa i ritmi, aspettando l'occasione giusta per chiudere la gara. Ballardini intravede qualche possibilità invece per riaprirla e butta nella mischia Shomurodov e il grande ex Pandev, passando a un più offensivo 4-2-3-1. I nerazzurri però in contropiede sono letali, soprattutto quando il pallone transita per i piedi di Lukaku. L'ennesima corsa del belga si conclude con un assist a Darmian, che in diagonale col destro trova il 2-0 che di fatto chiude la gara. Il Genoa non ha più le forze per reagire, anzi viene punito pure da Sanchez con un colpo di testa dopo un grande intervento di Perin su Lukaku: il guardalinee annulla per iniziale fuorigioco del belga, ma il Var interviene e convalida la rete, con Onguene che tiene in gioco Lukaku.
Una prestazione solida per il quinto successo di fila (il 14° nelle ultime 17 giornate), una prima prova di maturità superata nella corsa scudetto, ma «il campionato è ancora lungo», come spiegato da Lukaku a fine gara. «Abbiamo fatto una bella partita, segnato tre gol e non ne abbiamo subiti, ma ora dobbiamo pensare al Parma». Giovedì al Tardini servirà un'altra prova di forza, anche perché domenica a San Siro arriverà l'Atalanta di Gasperini.
Angelo Caradonna

