Luparense-Acquaesapone il duello per lo scudetto

20 Maggio 2018

Calcio a 5, i campioni d’Italia si aggiudicano il derby veneto con la Came Dosson L’ex Bertoni specialista in finali: «Abbiamo la possibilità di scrivere la storia»

PESCARA. E' la Luparense, proprio come quattro anni fa, l'avversario dell'Acquaesapone nella finale scudetto di serie A di calcio a 5. I campioni d'Italia in carica eliminano anche loro in due partite la Came Dosson e raggiungono all'ultimo atto i nerazzurri di Tino Perez. Nel derby veneto di ieri sera decisivo il 4-4 che regala la qualificazione alla Luparense in virtù del successo per 5-1 dell'andata. Una finale - il 28 e il 30 maggio le prime sfide in Veneto - che l'Acquaesapone giocherà, almeno nelle gare casalinghe del 4 ed eventualmente 6 giugno, al Pala Giovanni Paolo II di Pescara. Prosegue dunque il tour d'Abruzzo della società che, dopo aver abbandonato con la prima squadra il Palacastagna di Città Sant'Angelo e il Palaroma di Montesilvano, lascerà momentaneamente e solo per ovvie ragioni di capienza il Palasantafilomena di Chieti. Se non è record poco ci manca. Edgar Bertoni ha raggiunto la nona finale scudetto della sua carriera. Dal 2009-10, quando militava nella Marca, fino all'attuale stagione nelle fila dell'Acquaesapone, il 37enne brasiliano naturalizzato è sempre riuscito ad arrivare all'ultimo atto del campionato di serie A di calcio a 5 per tentare di cucirsi sul petto il triangolino tricolore. Finora il bilancio non è affatto male con cinque finali vinte (due con la Marca, due con la Luparense e una volta con l'Asti) e tre perse (due con la Marca e una con il Kaos). «Ogni anno che passa è sempre più difficile e sento il peso di questa responsabilità», racconta l'universale dell'Acquaesapone. «Solo la Luparense è stata capace di vincere nello stesso anno campionato e coppa Italia, l'ho detto ai miei compagni di squadra: se vogliamo scrivere la storia di questo club, bisognerà dare più del 100% in finale».
Qual'è il suo segreto? «Penso solo al lavoro di ogni singolo giorno. Nessuno gioca da solo e ogni anno che passa cerco sempre nuovi stimoli. Ringrazio Dio che mi ha messo in un gruppo spettacolare di persone fantastiche. Sono fiero del mio lavoro, siamo un gruppo forte e compatto. Adesso inizia il bello, ricarichiamo le batterie per provare ad entrare nella storia di questa società che ci ha dato tanto e non ci ha mai fatto mancare niente. Tiriamo fuori tutto quello che abbiamo». A festeggiare la qualificazione in finale dei nerazzurri anche il campione della Juventus Douglas Costa che, prima della gara di campionato con il Verona, ha sfoggiato una maglietta personalizzata dell'Acquaesapone.
Marco Ratta
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