Lupo: «Pescara, ti spiego come si batte il Palermo Pillon? Persona vera»

7 Novembre 2018

Il dirigente: «Delfino da serie A, ma occhio al mercato di gennaio Del Sole ha talento ed è cresciuto tanto. Gravillon è pronto per la A»

PESCARA. Pescarese doc, dirigente di lungo corso ed ex direttore sportivo del Palermo. Fabio Lupo, classe 1964, in passato alle dipendenze di Ascoli, Torino, Bellinzona e Sampdoria, è stato ospite della diretta Facebook del Centro, disponibile sul sito del giornale, e ha parlato del campionato dei biancazzurri e della sfida di domenica tra il Pescara e il suo ex Palermo.
Lupo, ultimamente ha seguito il Pescara?
«Certo, ho visto dal vivo anche l’ultima con il Lecce. Lunedì ho osservato un Delfino dalle due facce. Nel primo tempo bravo a sfruttare gli spazi che concedevano i salentini, ma dopo il 2-1 ho visto troppa paura negli occhi dei giocatori. La squadra ha abbassato il baricentro e il Lecce ha creato problemi nonostante la doppia inferiorità».
Sorpreso dai due gol di Del Sole?
«No, lui ha quei colpi. È stato bravo Pillon a buttarlo nella mischia. È migliorato tanto sotto il profilo caratteriale dopo una stagione alla Juventus. Se impara a razionalizzare il suo istinto nelle giocate, allora potrà tranquillamente giocare in A. È un ragazzo di grande talento».
Delfino da serie A?
«Può giocarsi le carte per la promozione fino in fondo. C’è un grande gruppo e avverto meno pressioni da parte della piazza rispetto al passato. Sono rimasto stupito dal 4-3-3 di Pillon, che è stato bravo ad inventarsi Mancuso centravanti lasciando in panchina giocatori come Monachello e Cocco».
Quindi, Pillon promosso?
«Lo stimo e qualche anno fa volevo prenderlo alla Juve Stabia, quando fu esonerato Braglia. Ci siamo incontrati, ma, poi, non è stata trovata l’intesa. È una persona vera e genuina. Per questo motivo è entrato nel cuore dei pescaresi».
Che cosa serve per la serie A?
«Siamo a novembre e mancano due mesi al mercato, ma credo che la cosa più importante sia quella di non alterare gli equilibri del gruppo. L’organico è adeguato, forse serviranno dei piccolo accorgimenti ma la società sa bene cosa fare».
Forse manca un terzino come vice Del Grosso e un centravanti fisicamente dotato?
«Forse sì, ma c’è Cocco che secondo me può dare una grande mano. Sul vice Del Grosso posso essere d’accordo per una questione numerica nei cambi, ma vedrete che Del Grosso, come lo stesso Campagnaro, sarà determinante per la volata finale».
I migliori di questo Pescara?
«Brugman e Gravillon. Gaston è prontissimo per giocare in A con una squadra di medio-alto livello e Gravillon è uno dei giovani più forti della B e nel suo ruolo ci sono pochi giocatori che hanno margini di crescita come i suoi. Sta facendo un campionato super e non sono sorpreso se alcuni club di A stanno prendendo informazioni».
Domenica Palermo-Pescara, partita da sapore particolare per lei.
«Sì, perché c’è ancora qualcosa di mio in quella squadra. Sono stato mandato via da Zamparini a febbraio in maniere ingiustificata. Sulla partita dico che si affrontano la squadra più forte della B e quella più in forma. Il Palermo è la più forte e può perdere la serie A solo se dovessero arrivare decisioni o scelte immotivate dall’alto. Stellone è un tecnico pragmatico e ha una squadra adatta per vincere».
Che cosa dovrà fare il Delfino per provare a vincere?
«Restare basso, aspettare e provare a ripartire in velocità».
Il suo futuro?
«Non sono ottimista, quindi difficilmente tornerò in pista a gennaio. In estate avevo parlato con lo Spezia e con il Verona, ma poi le trattative non sono mai decollate». (l.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.