Lutto nel ciclismo, addio a Peppino Scurti

20 Marzo 2026

Promessa delle due ruote prima di un gravissimo incidente, si è dedicato ai giovani e al Trofeo Matteotti

PESCARA. Il mondo del ciclismo piange la scomparsa di Giuseppe Scurti, da tutti conosciuto come Peppino, figura storica e punto di riferimento per le due ruote abruzzesi. Nato a Pescara il 9 agosto 1945, Scurti ha rappresentato per decenni l’anima tecnica e organizzativa dello sport a due ruote, trasformando un destino agonistico interrotto bruscamente, in una vita dedicata alla crescita dei giovani talenti e al prestigio delle corse di casa nostra. In poco più di sette anni - dal 1961 al maggio del 1968 - riuscì a collezionare l’impressionante cifra di 92 vittorie.

Numeri che parlavano chiaro: Scurti era una promessa destinata al professionismo. Il destino, tuttavia, gli tese un’imboscata il 12 maggio 1968: durante il Trofeo Matteotti, a Firenze, riservato ai dilettanti, fu vittima di un gravissimo incidente. Nonostante questo arrivò la firma di un contratto da professionista per il 1969 con la squadra Costa Azzurra, ma il pieno recupero fisico non arrivò mai, impedendogli di disputare anche una sola gara nella massima categoria. Chiusa forzatamente la parentesi da corridore, Scurti non abbandonò mai l'ambiente, mettendo la sua enorme esperienza a disposizione delle nuove generazioni. È stato un pilastro della struttura tecnica abruzzese per il settore dilettantistico in veste di direttore sportivo.

La sua esperienza, unita alla conoscenza del mondo delle due ruote, lo portò a essere scelto per ben otto volte come selezionatore per appuntamenti di prestigio come il Giro della Lunigiana e il Campionato Italiano Dilettanti Juniores, segnando il percorso di crescita di decine di giovani atleti. Per 46 anni, Scurti ha fatto parte della macchina organizzativa del Trofeo Matteotti, portando avanti la tradizione di una corsa che amava e che, ironia della sorte, aveva segnato il bivio della sua carriera. Nel 1994 crea in uno spazio vicino la sua abitazione il Museo del ciclismo, chiamato “La Stalla”, ritrovo di tantissimi atleti come Ciccone, Cataldo, i fratelli Masciarelli, Taccone, La Cioppa, Marcelli, Di Toro e tanti altri. La camera ardente è stata allestita all’obitorio dell’ospedale di Pescara. Lascia la moglie Gabriella, la figlia Anita e la nipote Natalia. I funerali si svolgeranno oggi, alle 15.30, nella Basilica della Madonna dei Sette Dolori.

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