MA ALLA JUVE NON SERVONO RIVOLUZIONI
di ROCCO COLETTI Conte sì o Conte no? Detto francamente, il divorzio del tecnico dei tre scudetti di fila dalla Juve appare inverosimile anche se le parole di ieri lasciano aperto ogni scenario. Però,...
di ROCCO COLETTI
Conte sì o Conte no? Detto francamente, il divorzio del tecnico dei tre scudetti di fila dalla Juve appare inverosimile anche se le parole di ieri lasciano aperto ogni scenario. Però, resta il problema di fondo: come migliorare una squadra che domina in Italia e non decolla in Europa? Certamente non con una rivoluzione. Men che meno cambiando l’ossatura della squadra. Conte ha stravinto puntando su 13-14 elementi fino a spremerli. E allora per rinforzare la Juve occorre allargare questa base. Bisogna prendere altri titolari e cedere quei giocatori di seconda fascia che Conte ha utilizzato poco (i vari Vucinic e Quagliarella hanno già le valige pronte, tanto per fare un esempio). Solo rendendo la rosa più profonda i bianconeri possono continuare a primeggiare in Italia e a lottare in Europa. Dove conta molto la fisicità, oltre alla tecnica. La nuova sfida di Conte dev’essere quella di gestire uno spogliatoio con molti più titolari. Innesti mirati in ogni reparto, magari un paio di ali che consentano all’allenatore di trovare alternative al 3-5-2. I cicli delle grandi squadre da sempre si sono alimentati inserendo campioni su un telaio già collaudato. E la Juve deve seguire questa strada per non andare incontro a un salto nel buio. A proposito di capolavori, quello di Eusebio Di Francesco a Sassuolo è da applausi!
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