Maffezzoli: a Chieti una passione coinvolgente

10 Maggio 2021

Il tecnico della Lux si racconta: «Io, la maglia di Premier e le mie vittorie contro l’Olimpia Milano»

CHIETI. «Come tutti non vedo davvero l’ora di poterci lasciare alle spalle l’emergenza Covid e tutto ciò che ha comportato. Anche a livello di relazioni. E da qualche mese ho un motivo in più. Legato al desiderio di conoscere bene l’Abruzzo, un territorio meraviglioso del quale, sinceramente, sapevo poco, magari anche perché forse non pubblicizzato come meriterebbe. Mi ha già conquistato con le sue bellezze naturali, un grande patrimonio storico ed il modo di essere della propria gente». Massimo Maffezzoli, 45 anni, da febbraio sulla panchina della Lux Chieti, guidata fino all’accesso ai play off di serie A2 , è reduce da una serata in compagnia scandita da pasta alla mugnaia e arrosticini. «C’è il piacere di stare assieme, di raccontarsi. Senza fretta. In un rapporto tra persone che sembrano conoscersi da sempre». Raccontare anche la storia di coach Maffezzoli, stregato dal basket all’età di otto anni. «Mio padre mi portò a vedere una partita della Simac Milano al Palalido e comprò una maglietta con il nome di Roberto Premier. Fu amore a prima vista. Ricordo che tornai a casa, a Verona, stringendo quella maglietta per poi iniziare a giocare continuando sempre a divorare giornali e riviste di pallacanestro. In motorino un incidente al ginocchio e l’invito di un amico a dargli una mano in palestra con dei ragazzini. Altro colpo di fulmine. Avevo deciso. Volevo fare l’allenatore di basket». Dopo aver comunque conseguito una laurea in giurisprudenza. «A volte penso ancora alle dodici di studio al giorno per preparare l’esame di procedura penale. Sì, i miei genitori desideravano che mi laureassi, ma non mi hanno mai pressato. Rimanendo sempre e comunque dalla mia parte in tutte le scelte che ho fatto». Scelte che lo hanno portato, tra l’altro, a vivere, due anni fa, una indimenticabile esperienza sulla panchina di Avellino. «Dove ero allenatore in seconda. Fu esonerato coach Vucinic alla vigilia dei play off nei quali ci toccò l’Olimpia Milano. C’era poca fiducia attorno a noi, ma ci aggiudicammo a sorpresa gara-1 sul parquet del Forum di Assago e, in gara 3 ad Avellino, in un palasport stracolmo di passione ed entusiasmo, vincemmo ancora passando a condurre la serie e concedendo, con una estrema applicazione difensiva, appena 61 punti ad una squadra come Milano. Una giornata indimenticabile». Alla fine la spuntò l’Olimpia, e Maffezzoli, già per due stagioni alla Virtus Roma prima dei formidabili tre anni vissuti a Sassari come vice di Meo Sacchetti, continuò in ogni caso a lavorare nello staff tecnico della nazionale azzurra. «Devo parecchio a diversi allenatori con i quali ho collaborato come, ad esempio, Stefano Bizzozi e Marco Calvani, ma con Sacchetti esiste un rapporto speciale. Da lui ho imparato tanto, ma, soprattutto, una cosa: quella che nel basket non valgono regole universali; è sempre e comunque importante mettere i giocatori nella condizione di sentire la fiducia del proprio tecnico». Poi la cultura del lavoro, il non tralasciare nessun particolare, oltre alla disponibilità ad accettare nuove sfide. «In questo è di gran sostegno mia moglie Marzia, una persona eccezionale. Lei e mio figlio Lorenzo, che ha tre anni, sono la cosa più importante della mia vita». Tre mesi fa arriva una proposta da Chieti, città di provincia che, come tante in Italia, è da sempre legatissima al basket. «Nei grandi centri, in massima parte, ci si avvicina a questo sport solo in occasione di grandi eventi. In provincia, invece, esiste un rapporto diverso, un legame con gli stessi protagonisti sicuramente più coinvolgente. Che porta praticamente a vivere di pallacanestro per l’intera settimana. Sono comunque contento di questa esperienza, con il presidente Marchesani esiste già un accordo di massima per il futuro e credo esistano i presupposti per poterci consolidare a determinati livelli. Intanto pensiamo a chiudere al meglio, con un gruppo di giocatori molto unito e ben disposto ad applicarsi, questa bella stagione». Qualche spicciolo di vacanze estive in Abruzzo? Il video stavolta non serve, la lavagnetta nemmeno, ma l’esame, come da consolidate abitudini, sarà comunque approfondito ed arriverà una risposta. La sensazione è che sarà positiva.
Giuseppe Rendine
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