Maio grida vergogna alla terna arbitrale

Il vice presidente Virtus: «E giovedì mi farò sentire in Lega»
LANCIANO. Il “vergogna”, detto in un momento di rabbia all’indirizzo della terna arbitrale mentre usciva dallo stadio, forse costerà un richiamo o una squalifica al vice presidente della Virtus Guglielmo Maio. Che, al pari del patron rossonero Franco Maio, di tutti i tifosi virtussini non ha affatto digerito la direzione arbitrale. Dal gol di Bjarnason viziato da due episodi sospetti fino al rigore negato ai rossoneri per il fallo di Zampano dopo lo 0-1. Virtus livida di rabbia. «Vergogna», ha detto Maio ad un assistente mentre usciva dallo stadio. «Lei chi è? Non può stare qui», ha risposto indispettito l’arbitro Pairetto. «Sono Guglielmo Maio, vice presidente del Lanciano e consigliere di Lega e giovedì riferirò in consiglio, a Milano, quanto accaduto». Tanta l’amarezza espressa anche dal patron Franco Maio che a voce alta: ha definito gli arbitri “scarsi”. Un arbitraggio, quello di Pairetto, che, come ha evidenziato anche mister Roberto D’Aversa – l’unico di rossoneri a presentarsi in sala stampa a fine gara – ha condizionato la partita e, di conseguenza, il risultato. «C’è rammarico perché gli errori arbitrali hanno inciso», ha detto D’Aversa, «non cerco alibi per la sconfitta, ma ho visto una sola squadra in campo: la mia. Addirittura, viste le occasioni avute in partita, il pareggio ci sarebbe stato stretto. La sconfitta è una beffa». E il mister è arrivato in sala stampa con dei numeri al seguito. «Prima di parlare ho rivisto alcune situazioni e ho analizzato i dati della gara», ha precisato il tecnico rossonero, «la mia squadra ha fatto il 55% di possesso palla contro il 45% del Pescara, ha fatto 14 tiri contro i 5 del Pescara e 6 tiri in porta rispetto ad un unico tiro dei biancazzurri. Sono dati oggettivi. Purtroppo, il risultato non rispecchia questi dati e quanto visto in campo. Per quello che il Lanciano ha fatto vedere sul rettangolo verde, ci sarebbe andato stretto anche il pari. Purtroppo gli errori degli arbitri, dell’intera terna compresa il 4° uomo, sono stati pesanti. Dispiace perché oltre agli errori, anche i cartellini, le due espulsioni e altri episodi sono sempre stati a sfavore del Lanciano. Non c’è stata uniformità di giudizio. E sapete qual è la mia difficoltà ora? Riprendere gli allenamenti domani (oggi per chi legge, ndc) e continuare a dire ai miei ragazzi che gli arbitri sbagliano in buona fede».
Tatticamente e tecnicamente D’Aversa non ha nulla da rimproverare ai suoi. «I miei ragazzi hanno fatto una partita straordinaria», ha ripreso il mister, «ci sono stati intelligenza tattica, giro palla, tiri, contro una squadra costruita per ben altri risultati che nell’unico tiro in porta, tra l’altro viziato da un doppio fallo, ha fatto gol. Alla fine chi vince ha ragione, ma in questo caso…». Era una partita importante quella contro il Pescara, anche in settimana il mister lo aveva detto, per la classifica e per capire come sarà questo finale di stagione per il Lanciano. «Ho visto una squadra con carattere e la giusta mentalità per salvarsi e non solo», ha chiuso il tecnico della Virtus, «sono orgoglioso di questi ragazzi e di quanto fatto. Martedì sera si giocherà a Trapani dove, complici anche i cartellini di oggi (ieri, ndc), andremo con tre squalificati».
Mancheranno Cerri, Aquilanti, Conti e Mammarella. Ovvero la gran parte della difesa schierata ieri nel derby.
Recupereranno, invece, Di Cecco, che ha chiesto il cambio per un problema fisico, e Grossi uscito per crampi.
Teresa Di Rocco
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