Maio: «Virtus, riscatteremo Monachello»

20 Marzo 2015

Il vicepresidente vuole la salvezza ed è pronto a fare follie per il bomber: raggiungiamo i 50 punti, poi ci divertiremo

LANCIANO. Aspetta di toccare quota 50, prima di tirare un sospiro di sollievo e continuare poi a spronare la sua squadra per raggiungere traguardi più ambiziosi. Per ora il cuore continua a battere forte ad ogni partita, ma più per l’emozione e l’adrenalina che scorrono nelle vene ad ogni incontro che per timori e insicurezza perché lui, nella squadra crede ciecamente.

E finora ha avuto ragione. È Guglielmo Maio che si divide tra la sua attività di imprenditore nel settore rifiuti e energie rinnovabili e quella di vicepresidente della Virtus Lanciano.

Maio, il Lanciano è al 9° posto in classifica, a tre punti dai play off dove è stato per gran parte del campionato, come giudica questa posizione e cosa si aspettava a questo punto del campionato?

«Sono soddisfatto della squadra, del mister e della classifica. Siamo in linea con i nostri obiettivi. Sono soddisfatto perché mancano 7 punti alla salvezza matematica che non sono tanti. Neanche pochi al dire il vero, ma ci sono ancora 10 gare, 30 punti in teoria a disposizione, quindi...»

Quindi, la salvezza è a portata di mano e magari si aspira a qualcosa di più?

«Prima la salvezza, poi, dopo i 50 punti, vediamo quello che succederà. Certo è che la squadra non è che a 50 punti smette di giocare. Anzi, credo che poi ci sia ancora più voglia di fare bene e raggiungere traguardi importanti. Ma prima di sognare e aspirare ad obiettivi più ambiziosi bisogna salvarsi».

Secondo lei quali squadre sono favorite per la promozione in A?

«Credo che le candidate più accreditate alla promozione siano Carpi e Bologna, che sono avanti. Poi metto anche il Pescara come outsider perché ha un ottimo organico».

Un buon organico l’ha costruito anche il Lanciano. Tra i vari “gioielli” arrivati quest’anno c’è Monachello. E la Virtus su lui potrebbe esercitare il diritto di riscatto?

«Che Monachello avesse delle doti importanti lo sapevamo, per questo è arrivato a Lanciano. Ma che potesse avere un impatto così positivo con la B e doti così dirompenti in campo non se l’aspettava nessuno. Ha lavorato bene e continua a farlo. Per me credo sia uno dei migliori giocatori classe 1994 che ci siano oggi in Italia. E vogliamo farci scappare questa opportunità di averlo con noi ?».

C’è possibilità di un riscatto?

«L’intenzione di riscattarlo c’è (serve un milione di euro, ndc). Vedremo a fine campionato quando ci siederemo a tavolino col Monaco (club che detiene il cartellino del bomber) e valuteremo il da farsi. Per ora bisogna pensare al campionato e Monachello deve pensare a restare con i piedi per terra e lavorare. Ma so che lo farà perché è un ragazzo serio».

E di Cerri che ne pensa ? A fine campionato tornerà al Parma anche se la società è fallita?

«Cerri tornerà al Parma. Tecnicamente è del Parma. Resterebbe un “bene” del Parma. Ad ogni modo Cerri poi dovrebbe svincolarsi ma su di lui c’è un mercato incredibile. Ci sono grandi squadre come la Juve. Ma noi non staremo con le mani in mano».

Si aspettava che D’Aversa potesse guidare così bene la squadra senza aver avuto alcuna esperienza come allenatore?

«Che avesse grande carisma e personalità e che insegna calcio lo sapevamo per questo gli abbiamo affidato la squadra. Ma che potesse avere un impatto così positivo ce lo auguravamo».

Dalla gestione della società agli incarichi in Lega. In pochi anni Guglielmo Maio di strada ne ha fatta. Prima con la nomina di consigliere di B futura e poi alcuni giorni fa è stato nominato consigliere della Lega serie B.

«Sì, sono cariche importanti non solo per me ma per la società e la città che viene conosciuta anche in lega. E’ un punto di forza».

Prima il “caso Lotito”, ora quello del biglietto trovato sulla panchina ospiti dopo la gara Frosinone- Virtus Entella (finita 3-3) in cui era scritto “segniamo su rigore”…e l’Entella ha pareggiato proprio al 92’su rigore. Si può ancora credere nel calcio?

«Certo che si deve credere nel calcio, altrimenti non lo farei. Su Lotito credo si sia già detto tanto. Sul biglietto credo si sia esagerato. Credo fosse un appunto sull’andamento della partita, sulla parte finale della gara. A volte gli equivoci generano caos. Ma non posso giudicare dall’esterno».

A Lanciano allenarsi è sempre un problema. A che punto sono i progetti del nuovo stadio e il centro sportivo?

«Sullo stadio si va avanti a piccoli passi. La burocrazia è terribile. Per il centro sportivo a manca l’ultimo documento del Coni per avviare i lavori».

Quindi, il suo sogno per il 2015 è di vedere realizzati questi progetti?

«Calcisticamente sì, così come spero di salvarci subito e magari poi spingerci più in alto possibile».

Teresa Di Rocco

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