Malagò squalificato per sedici mesi

30 Settembre 2014

La Disciplinare Fin ha ritenuto offensive le accuse a Barelli

ROMA. Nuovo atto dello scontro tra il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il n.1 della Federnuoto, Paolo Barelli, il quale ha segnato ieri un punto, almeno d'immagine, a suo favore quando la Disciplinare della Fin ha squalificato per 16 mesi da «ogni attività sociale e federale» il numero uno dello sport italiano, anche se solo in qualità di tesserato come presidente del Circolo canottieri Aniene.

Il procedimento, sollecitato dallo stesso Barelli con un esposto, riguarda le dichiarazioni rese da Malagò in Giunta Coni con cui imputava alla Fin una «doppia fatturazione» per i lavori alla piscina del Foro Italico (oltre 800 mila euro) sulla base della quale si sarebbe perfezionata una truffa aggravata a danno della Coni Servizi.

«È il trionfo dell'illogicità», afferma Malagò commentando la sentenza. Secondo la tesi della Procura, abbracciata dai componenti la Disciplinare, il presidente del Coni con quelle dichiarazioni avrebbe violato l'art.12 del regolamento di giustizia federale e anche gli articoli 2 e 7 del codice di comportamento del Coni relativi al dovere di «lealtà e correttezza». Parole pesanti, cui risponde con durezza il presidente del Coni: «Mi è stato attribuito un fatto inesistente e per questo sono stato condannato».

«La sanzione subita da Malagò», spiega il professor Piero Sandulli, presidente di Corte federale della Figc, «non incide in alcun modo sul Coni o sul ruolo del presidente, essendo limitata in ambito Fin».