Maldini attacca Rangnick: rispetta chi lavora

12 Maggio 2020

MILANO. In tackle duro, come quando rubava il tempo agli avversari con le sue celebri scivolate. Paolo Maldini si scaglia contro le «invasioni di campo» di Ralf Rangnick e lo invita «piuttosto che...

MILANO. In tackle duro, come quando rubava il tempo agli avversari con le sue celebri scivolate. Paolo Maldini si scaglia contro le «invasioni di campo» di Ralf Rangnick e lo invita «piuttosto che imparare l'italiano» a ripassare «il concetto del rispetto» per chi sta cercando di portare a termine la stagione «in modo professionale» e «anteponendo il bene del club all'orgoglio». Al direttore tecnico rossonero non vanno proprio giù i continui riferimenti al Milan da parte del manager tedesco, il prescelto di Gazidis per preparare l'ennesima rivoluzione. La richiesta di «pieni poteri gestionali» dell'attuale responsabile delle squadre di proprietà della Red Bull come condizione necessaria per accettare un incarico al Milan è incompatibile con la figura di Maldini che non accetterà un ruolo depotenziato e per cui, quindi, appare ormai scontato un triste distacco a fine stagione. Difficile ipotizzare un divorzio traumatico come quello con il croato, licenziato per giusta causa proprio a causa di una intervista dai toni decisi non concordata. Maldini, in questo caso, ha rispettato le procedure e avvertito in anticipo Gazidis delle proprie intenzioni, senza però svelarne il contenuto. Il dossier Rangnick è, però, diventato un vero pasticcio e le ripetute esternazioni del tedesco non sono certo passate inosservate nemmeno tra i vertici societari. Appaiono quasi un uso strumentale della stampa tedesca per forzare la mano alla proprietà del Milan. Di Maldini stupisce la frase «non capisco su quali basi vertano le sue dichiarazioni, dalla proprietà non mi è mai stato detto nulla»: Gazidis, parlando negli spogliatoi di San Siro con i giocatori alla vigilia della gara contro il Genoa, aveva evidenziato la stima per Pioli, ma ammesso i contatti con Rangnick.