Mammarella: era chiaro, il gol andava assegnato

Il capitano del Lanciano e la rete su punizione non convalidata dall’arbitro «Bastava seguire la traiettoria del rimbalzo per capire che la palla era entrata»
LANCIANO. Thiam e Gatto hanno già fatto registrare il loro record personale di gol, mentre Monachello, Piccolo e Vastola per ora lo hanno eguagliato: Carlo Mammarella poteva arrivare a un passo dalle 5 reti messe a segno nel 2011-2012 e nel 2012-2013, ma arbitro e segnalinee sabato scorso hanno detto no alla sua quarta marcatura.
Contro il Latina il capitano dei frentani il pallone oltre la linea di porta ce l’aveva mandato: non sono stati dello stesso avviso Ghersini di Genova e il suo collaboratore Liberti di Pisa. «Rammaricarsi non serve», commenta Mammarella, «di certo se fosse stato convalidato quel gol avremmo avuto più tempo per farne un altro. Dalla mia posizione era impossibile vedere se la palla fosse entrata o meno», spiega il terzino rossonero, «anche se dalla traiettoria del rimbalzo ho avuto l’impressione che la linea l’avesse passata. In ogni caso sono già contento per essere tornato a battere una punizione da buona posizione, anche se non era vicinissima», ironizza il capitano, «infatti, giocando molto sulle fasce, capita che parecchi falli vengano fischiati in posizione defilata». Delle 3 reti realizzate quest’anno da Mammarella, quelle con Avellino e Varese sono arrivate su azione, mentre quella a Terni è stata diversa dalle sue solite punizioni. Nel torneo in corso è la seconda volta che alla Virtus viene negato un “gol fantasma”: a Catania era capitato Ferrario. Nel campionato precedente invece, a Trapani, Mammarella aveva probabilmente segnato direttamente da corner, con la complicità del portiere di casa: ma anche allora direttore di gara e segnalinee hanno ritenuto che la palla non avesse varcato la linea. «Il pareggio ci sta bene per come è arrivato, perché eravamo quasi a fine partita e ci trovavamo sotto di un gol», dichiara invece il capitano a proposito dell’1-1 con i nerazzurri, «di fronte avevamo un avversario forte, venuto qui a fare la sua partita: il Latina era partito con molte ambizioni, ha giocatori di qualità e a gennaio ha preso diversi elementi anche dalla serie A, senza contare che alcuni, come ad esempio Crimi, possono ambire alla categoria superiore. È un punto guadagnato per come è maturato e per come si è sviluppata la gara, ma possiamo pure dire che sono due punti persi se pensiamo che potevamo sfruttare meglio qualche occasione», continua il terzino, «se avessimo chiuso in vantaggio il primo tempo di certo avremmo visto un’altra partita: si potevano aprire meglio gli spazi, perché loro sarebbero venuti a prenderci più alti e avrebbero prestato maggiormente il fianco alle nostre ripartenze». All’orizzonte per la Virtus, che torna ad allenarsi oggi pomeriggio, c’è la trasferta a Crotone: «Sarà una partita che rispecchierà quella col Latina: l’atteggiamento degli avversari cambia quando restano meno partite per raggiungere gli obiettivi stagionali e i punti a disposizioni diminuiscono: in questa parte della stagione si tirano fuori energie che magari in altri momenti non vengono fuori», sottolinea Mammarella, «in queste ultime giornate i punti valgono di più: farne 1 a volte può essere quasi come farne 2, e se ne porti a casa 3 possono valere come 4. Inoltre iniziamo anche a trovare temperature più alte, e può essere un ostacolo ulteriore da superare», conclude il capitano, «noi sappiamo solo che dobbiamo giocare fino alla fine: fino all’ultimo minuto dell’ultima partita».
Andrea Rapino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

