Mammarella: il Lanciano vuole stupire ancora

Il capitano della Virtus: D’Aversa? Ha lo stesso piglio di Antonio Conte
LANCIANO. Quello di oggi è il settimo raduno dell'era Maio. E nell'elenco dei convocati non poteva non figurare Carlo Mammarella. Presente anche nell'estate del 2008, prima che la neonata Virtus Lanciano, costituita dalle ceneri della fallita S.S. Lanciano (gestione Di Stanislao), fosse ripescata in Prima Divisione dalla Lega. Sei stagioni in rossonero, per un totale di 194 presenze e 17 reti, 8 delle quali realizzate negli ultimi due campionati di serie B.
Niente male per il 32enne difensore pescarese, a ragione considerato da gran parte degli addetti ai lavori come uno dei migliori esterni sinistri d'Italia. I numeri dell'ultimo triennio, del resto, parlano chiaro, collocandolo, con ben 13 gol ed una infinità di assist all'attivo, ai vertici delle classifiche di rendimento individuali.
«In effetti», ammette lo stesso Mammarella, «è un bel traguardo, soprattutto se si considera dove eravamo quando tutto è cominciato. Con una dirigenza alla sua prima esperienza nel calcio era quasi fisiologico dover fare i conti con il cosiddetto scotto del noviziato, ma dopo qualche piccola delusione iniziale, c'è stata una decisa inversione di rotta, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti».
Restringendo il campo alla sola serie B, dopo la salvezza centrata al debutto, ecco i play off sfiorati nella stagione scorsa. E adesso?
«Personalmente, metterei subito la firma sull'ennesima permanenza nella categoria. Quello cadetto è un patrimonio assai prezioso, anche in termini di immagine per la città, che bisogna cercare di tenersi ben stretto».
A tal proposito, sulla falsariga delle ultime stagioni, anche questa è stata caratterizzata da numerose partenze. Preludio ad altrettanti arrivi, per lo più costituiti da giovani. Un'altra scommessa da vincere, insomma?
«Più che di scommessa parlerei di progetto, e quello dei Maio si è sin qui rivelato vincente. Avere in organico diversi elementi da valorizzare fa appunto parte del discorso avviato negli ultimi anni, con risultati più che positivi. Certo, questo per noi della vecchia guardia rappresenta un'ulteriore responsabilità, che però ci carichiamo ben volentieri sulle spalle, essendo spesso ripagata dalla soddisfazione di vederli poi spiccare il volo verso mete più importanti, e dalla consapevolezza di aver contribuito, sia pur in parte, alla loro definitiva maturazione. E che si lavori bene in tal senso», sottolinea Mammarella, «lo testimoniano le frasi di gratitudine che questi stessi ragazzi, a distanza di anni o mesi, spendono nei confronti di noi "vecchietti", cosa che ci riempe d'orgoglio».
Via Baroni è arrivato D'Aversa...
«Roberto è un valore aggiunto di questo gruppo. È stato sempre fondamentale per noi, sul campo e, lo scorso anno, dietro la scrivania. In cuor mio però sapevo che non avrebbe resistito a lungo in giacca e cravatta, ed è il motivo per il quale non sono affatto stupito della sua scelta di allenare. A chi assomiglia? Per professionalità e doti caratteriali mi ricorda molto Antonio Conte. Spero, per lui e per noi, che lo imiti anche a livello di risultati».
In tanti, a Pescara, la rivorrebbero in biancazzurro.
«Anche se non credo ve ne siano i presupposti, fa sempre piacere rivere simili attestati di stima».
Il suo compagno di squadra Vastola ha usato parole molto taglienti nei confronti di Marco Baroni. Lei come giudica il lavoro del tecnico toscano?
«Del mister posso solo parlare bene, avendo ricevuto tanto da lui, sul piano tecnico e umano. Se ha scelto di andar via per sposare la causa del Pescara avrà di certo avuto le sue buone ragioni. Quanto a Gaetano (Vastola, ndc) è il suo pensiero e va rispettato, ed interpretato nel giusto modo, ovvero come una semplice battuta».
Pensa possa ripetersi anche in riva all'Adriatico?
«Glielo auguro di cuore, visto che sin dal giorno della firma sul contratto, ha iniziato a studiare la maniera per sanare i punti deboli della sua nuova squadra».
Dopo nove mesi d’un fiato, come ha trascorso le ferie?
«Al mare, con Amenta, Aridità, Aquilanti e Di Cecco, e le rispettive famiglie. Una vacanza piacevole, volata via troppo in fretta, visto che è già tempo di tornare al lavoro».
Si punta ai play off?
«Difficile dirlo, vista l'imprevedibilità della serie B».
Stefano De Cristofaro
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