Mammarella: sarà dura con Camplone

15 Ottobre 2014

Il capitano della Virtus ritroverà il suo ex allenatore-amico insieme all’altro ex Falcinelli. E Conti giocava con i grifoni

LANCIANO. «Per ora i miei gol non servono e va benissimo così. Poi storicamente e statisticamente arrivano nei momenti difficili, o particolari, ad esempio nelle partite da sbloccare».

Scherza il capitano Carlo Mammarella che non ancora aggiunge il suo nome all’elenco dei marcatori della Virtus. Che ha praticamente mandato in gol quasi tutti i suoi attaccanti . Non solo il sinistro magico del capitano non ancora va in gol, ma domenica, evento raro, non è stato neanche protagonista di alcun assist vincente nei 4 gol dei rossoneri. «Va bene così», riprende Mammarella, «siamo, e sono, ben contento che segnino gli attaccanti. Poi se servirà sarò ben lieto di contribuire alla causa».

C’è serenità in casa rossonera e non potrebbe essere diversamente visto non solo il poker rifilato al Vicenza ma anche le belle prestazioni fatte registrare finora. «Abbiamo sensazioni positive, che vengono dalla consapevolezza di lavorare bene. Di avere un gruppo storico che dà certezze, ragazzi giovani bravi e motivati e un allenatore nuovo, motivato e grintoso. Non solo: la serenità deriva anche dall’insegnamento di Frosinone. I 5 gol subiti sono serviti a far capire alla squadra che deve sempre venire prima la prestazione, si deve scendere in campo con l’atteggiamento giusto perché poi il risultato arriva. Se 10 partite le affronti con l’atteggiamento giusto, con spirito propositivo e battagliero, ne puoi “sbagliare”, perdere 2, o 3 per bravura dell’avversario, ma le altre 7-8 le vinci». E da affrontare con grinta e carattere c’è sabato il Perugia degli ex Falcinelli e Camplone (Conti è l’ex che milita oggi nella Virtus, ndc). «Sarà una partita dura», analizza il capitano, «perché quando vinci il campionato, come accaduto al Perugia, inizi la stagione con slancio. Poi conosco il mister, un ottimo tecnico (Camplone ha allenato Mammarella e la Virtus nel 2010/2011, prima poi di andare a Perugia. Ma aveva allenato i rossoneri anche nel 2006/2007), che conosce bene il calcio, lo fa giocare bene ed è votato all’attacco. Sarà una bella partita. Anche perché il Perugia sta bene fisicamente. Diego? (Falcinelli) Evito di chiamare un ex compagno di squadra quando devo affrontarlo. Lo abbraccerò a fine partita. All’inizio del campionato però l’ho sentito. Gli ho fatto i complimenti per l’avvio della stagione, per i gol e tutto il lavoro che fa in campo. Anche col Perugia dà una mano dietro. Per me lui può arrivare in serie A. Domenica è la seconda consecutiva al Biondi e in casa dobbiamo sbagliare meno possibile. Il Biondi deve essere il nostro fortino».

Teresa Di Rocco

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