Manaj conquista tutti Simoni: ricorda Nordahl

8 Agosto 2016

L’albanese in gol nelle ultime due amichevoli contro il Vicenza e il Celta Vigo L’ex allenatore dell’Inter stravede per lui: «Diventerà un grande attaccante»

PESCARA. Che strano Rey Manaj. Aveva bisogno di stimoli maggiori per mettere in mostra le sue qualità. L’attaccante albanese arrivato in prestito dall’Inter è in grande ascesa. Nelle prime uscite non era stato molto prolifico: 2 reti (una su rigore) a Palena nel primo test contro una rappresentativa locale, un altro contro il Pineto nell’ultima amichevole del ritiro. Tra questi impegni, due match in cui è rimasto a secco contro Teramo e San Nicolò. Ma quando il gioco è diventato duro, l’ex centravanti della Cremonese si è preso la scena.

Contro il Vicenza, nel trofeo Morosini, ha sbloccato il risultato con un colpo di testa e due giorni fa col Celta Vigo si è ripetuto capitalizzando un perfetto assist Caprari. Oltre ai gol, il 19enne albanese ha sfoggiato prestazioni incoraggianti. In attesa di rinforzi nel reparto offensivo, Massimo Oddo sa che nel corso del campionato potrà contare su di lui. Magari non sarà l’attaccante titolare (chi lo sa?), ma Rey ha già dimostrato di essere un calciatore forte e pronto per rimanere nel gruppo di giocatori che a breve debutterà in A.

Uno dei suoi più grandi estimatori è Gigi Simoni. L’ex allenatore di Napoli, Inter e Genoa, lo ha conosciuto quando era direttore tecnico della Cremonese. Manaj era nel settore giovanile grigiorosso, poi, dopo un anno in prestito alla Sampdoria Primavera, passò prima squadra allenata da Marco Giampaolo collezionando 23 gare (2 reti) nel campionato di Lega Pro 2014-15.

«Era il nostro gioiello», spiega Simoni,«avremmo voluto tenerlo per un’altro anno, ma è arrivata la proposta dell’Inter. Manaj è un calciatore di grande prospettiva. Ha una costituzione fisica impressionante, qualità tecniche ed è smaliziato. Credo che possa diventare un grande giocatore».

Pescara potrà essere un trampolino di lancio. «Senza dubbio si ritaglierà uno spazio importante. Nella passata stagione all’Inter si è allenato sempre con la prima squadra. Mancini stravede per lui, ma ovviamente non poteva giocare con continuità. A Pescara, invece, avrà l’occasione per mettersi in mostra, anche se i dirigenti completeranno l’attacco con altri acquisti».

Il 77enne tecnico di Crevalcore azzarda un paragone suggestivo. «Premetto: Rey dovrà migliorare sotto tanti punti di vista. Però, quando lo vedo giocare, ripenso a Gunnar Nordahl». Quest’ultimo, ex attaccante della Nazionale svedese e del Milan, ha detenuto per 66 anni il record di gol (35) nella serie A a girone unico, venendo superato nell’ultimo campionato da Gonzalo Higuaín (36 reti con il Napoli).

«Manaj è un giocatore generoso, che qualche volta tende a strafare. Ma è un attaccante completo, forte di testa e in grado di calciare bene sia con il destro che con il sinistro. Quando riuscirà a dosare le forze, farà un ulteriore salto di qualità. Inoltre, ha un gran coraggio, non ha paura di nessuno».

Le uniche perplessità riguardano il carattere esuberante. «E’ una qualità, non un difetto. Alcune volte è indisciplinato, ma nessun compagno di squadra ha mai parlato male di lui. Gli vogliono bene tutti. Con me aveva un bellissimo rapporto, ci sentivamo spesso. Rey deve maturare, ma non è cattivo». Come tutti i giovani, avrà bisogno di essere guidato. «Da quello che ho notato in questi mesi, a Pescara c’è la persona giusta per farlo crescere. Chiaramente, parlo di Massimo Oddo,sono contento che abbia riportato il Pescara in A. Ho sempre nutrito una forte simpatia per i biancazzurri. Nel 1979 ero a Bologna a vedere lo spareggio contro il Monza. Ricordo il compianto Zucchini, Pavone, Repetto e Nobili, che aveva una classe cristallina. Non sarà semplice, ma auguro a Oddo di raggiungere la salvezza».

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