Mancini a Chieti: «Orgoglioso di questo premio»

Il ct della Nazionale azzurra riceve il “Prisco”. Riconoscimenti anche per Barella, Mihajlovic e Vigorito
CHIETI. Il presidente della Figc Gabriele Gravina e il ct azzurro Roberto Mancini ospiti d’onore al teatro Marrucino di Chieti per il Premio Prisco. La manifestazione, giunta alla diciottesima edizione, creata nel nome e nel ricordo dello storico vicepresidente dell’Inter, personaggio appassionato e dotato di un’ironia pungente. Un premio dedicato “alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva”, che nel corso degli anni ha acquistato sempre maggiore importanza a livello nazionale.
La cerimonia di premiazione si apre nel ricordo di Sergio Zavoli e Gianni Mura, componenti della stessa giuria del Premio, nonchè di Mario Corso, nel tempo ambasciatore della manifestazione. Taccuini e microfoni orientati verso Gabriele Gravina, presidente della Figc, parte una domanda sull’attuale situazione delle principali società abruzzesi. «È sempre più difficile dirigere realtà calcistiche e farlo merita comunque apprezzamento», spiega Gravina. «La mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali? Comprendo la delusione dopo il trionfo agli Europei ma intanto le nostre rappresentative giovanili stanno facendo davvero bene e sono più che fiducioso per il futuro». Inevitabile, a tal proposito, arrivare dalle parti di Roberto Mancini, ct della Nazionale, al quale è stato assegnato un premio speciale da parte della giuria. «Ricevere questo Premio nel nome di una persona come l’avvocato Prisco è davvero motivo di orgoglio», commenta Mancini. «Dopo la vittoria agli Europei del luglio scorso il mio pensiero è stato subito rivolto alla qualificazione per il Mondiale ma purtroppo è andata così. Il calcio può essere a volte crudele ma ci sono diversi giovani interessanti e bisogna guardare avanti». Mancini, poi, assicura che non potrà prescindere a centrocampo dal pescarese Marco Verratti: «È un grande campione con qualità tecniche straordinarie, farà parte della Nazionale per tanti anni ancora». Sarà nei prossimi giorni il comitato organizzatore del Premio a consegnare il riconoscimento come allenatore dell’anno a Sinisa Mihajlovic, assente per motivi di salute, videomessaggio di Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter, al quale è andato il premio nella categoria calciatori.
Emozione nell’intervento di Oreste Vigorito, presidente del Benevento, premiato nella categoria dirigenti: «Ai miei giocatori ricordo spesso che hanno ricevuto un dono. Quello di far felici i bambini».
Entrano a far parte della giuria del Premio, composta da Marco Civoli, Gian Paolo Ormezzano, Ilaria D’Amico e Franco Zappacosta, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete e Ivan Zazzaroni, presidenza onoraria assegnata a Italo Cucci, pronto a definirsi «cronista della giovinezza perduta» e a regalare alla platea simpatici quanto incisivi aneddoti.
Il riconoscimento speciale di giornalismo “Nando Martellini” va a Donatella Scarnati di RaiSport; premiato anche Enrico Rocchi. Targhe ricordo per il Chieti Calcio del patron Giulio Trevisan e per Stefano Marchionno, presidente del Comitato per il Centenario della società neroverde.
Giuseppe Rendine
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