Mancini: addio Zenit Inizia l’era azzurra
Si chiude ufficialmente l'esperienza sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo per Roberto Mancini, spalancandogli le porte per l'incarico di commissario tecnico della Nazionale. Sull'ex tecnico...
Si chiude ufficialmente l'esperienza sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo per Roberto Mancini, spalancandogli le porte per l'incarico di commissario tecnico della Nazionale. Sull'ex tecnico dell'Inter si erano concentrate le attenzioni della dirigenza della Figc, decisa ad affidare la rinascita dell'Italia ad un uomo d'esperienza e di nome, e gli unici problemi, stante la grande e convinta disponibilità dell'interessato, sarebbero potute sorgere da parte del club russo, che invece non ha fatto problemi. «L'accordo con l'allenatore italiano cessa di essere valido da lunedì 14 maggio - ha reso noto lo Zenit sul proprio sito ufficiale -. Il contratto è risolto di comune accordo dalle parti senza il pagamento di un risarcimento reciproco». La squadra ha salutato il suo allenatore con uno squillante 6-0 sullo SKA Khabarovsk fanalino di coda nell'ultimo incontro della stagione, poi Mancini ha potuto cominciare a fare i bagagli, lasciandosi alle spalle un'esperienza durata poco meno di un anno.
Sotto la sua guida, il club russo ha disputato 45 partite, con 22 vittorie, 13 pareggi e 10 sconfitte. In campionato ha chiuso al quinto posto, con la qualificazione assicurata per l'Europa League. Nei prossimi giorni, il tecnico di Jesi tornerà in Italia per chiudere l'accordo con la Federazione. Dovrebbe firmare un contratto biennale, con obiettivo Europei, prolungabile al 2022.
Lo attende un compito non facile, che ha forse indotto altri possibili candidati a “passar”, e un esordio in panchina quasi imminente, il 28 maggio in Svizzera contro l'Arabia Saudita.
Sotto la sua guida, il club russo ha disputato 45 partite, con 22 vittorie, 13 pareggi e 10 sconfitte. In campionato ha chiuso al quinto posto, con la qualificazione assicurata per l'Europa League. Nei prossimi giorni, il tecnico di Jesi tornerà in Italia per chiudere l'accordo con la Federazione. Dovrebbe firmare un contratto biennale, con obiettivo Europei, prolungabile al 2022.
Lo attende un compito non facile, che ha forse indotto altri possibili candidati a “passar”, e un esordio in panchina quasi imminente, il 28 maggio in Svizzera contro l'Arabia Saudita.

