Mancini e Thohir accendono il derby

19 Aprile 2015

Il tecnico nerazzurro: rilanciamoci. Inzaghi: vincere per Berlusconi

MILANO. Un derby sicuramente più povero rispetto ai tempi d'oro ma non meno importante perché da una vittoria con il Milan passano le speranze di un grande rilancio nerazzurro. Ne è convinto Roberto Mancini e ne è consapevole il presidente Erick Thohir che oggi piomba a Milano dopo aver chiamato i tifosi a raccolta con una lettera dai toni sanguigni: «Il mondo ci guarda, San Siro sia una bolgia». E, infatti, si prevede un sold out, a testimonianza di quanto i milanesi siano da sempre legati a questa partita, al di là di ambizioni e classifiche, vittorie e sconfitte e degli stessi allenatori che si alternano su entrambe le panchine.

«È una sfida importante. Chiaro, rispetto agli anni passati è più povera perché entrambe le squadre non attraversano un momento facile. Ma per l'Inter deve essere la base per un grande rilancio», afferma l'allenatore. Mancini non sembra teso, coltiva sogni di riscatto e ricorda i tempi da giocatore quando la notte prima del derby non riusciva a dormire pensando ai gol che avrebbe fatto all'indomani.

«Questo derby ci può riportare alla luce». Silvio Berlusconi ieri è tornato a Milanello dopo oltre due mesi alla vigilia di quella che considera la partita più importante di ogni stagione, e in particolare di questa, ricca di ombre e incertezze.

«Quando il presidente viene qui fa la differenza per carisma, voglia, parole. Vinciamo anche per lui», ha spiegato Inzaghi, a cui una vittoria serve per provare a restare aggrappato alla sua panchina. Solo nelle ultime ore Inzaghi deciderà se lanciare Destro da titolare al centro del tridente e capirà se Diego Lopez avrà smaltito la distorsione a un dito della mano. Altrimenti è pronto Abbiati.