Mancini: Italia d’attacco per battere il Portogallo

La Nazionale a Milano un anno dopo l’eliminazione dal Mondiale di Russia Il ct: «Voglio il primo posto nel girone». Nel 4-3-3 Immobile favorito su Berardi
MILANO. Un anno dopo lo choc dell'esclusione dal Mondiale, tra le feste della Svezia e le lacrime di Buffon, San Siro è pronto ad accogliere di nuovo la Nazionale con lo stesso calore. Sono già stati venduti 68.500 biglietti e si va verso il tutto esaurito per la sfida di domani sera contro il Portogallo(ore 20,45 diretta Rai 1), che gli azzurri devono vincere per forza per continuare a sperare nella qualificazione alla final four della Nations League. Un'atmosfera calda come di recente è spesso accaduto alla Scala del calcio, che sfiora il mezzo milione di spettatori nell'ultimo mese, in cui sono andati in scena diversi big match fra cui il derby, Inter-Barcellona e, da ultimo, Milan-Juventus.
«Fin dall'inizio l'obiettivo è stato cercare di andare alla Final Four», dice il ct Roberto Mancini, «vogliamo fare una grande partita con il Portogallo, all'andata la squadra era giovane e una sconfitta ci sta. Ora abbiamo la possibilità di fare bene anche contando sul sostegno del pubblico, Milano da questo punto di vista non tradisce mai». Domenica scorsa sul campo del Meazza c’era Cristiano Ronaldo, che si è preso una pausa dalla sua nazionale e per il momento non è atteso a San Siro nemmeno in veste di tifoso. Ci sarà invece il suo allenatore, Allegri, assieme a Mazzarri e Capello, oltre a Zhang, Maldini, Albertini, Busacca, Rizzoli e Rosetti.
Mancini attenderà l'ultimo momento per decidere la formazione. Il quesito maggiore riguarda chi sostituirà Bernardeschi nel tridente offensivo. Immobile sembra favorito su Berardi per affiancare Chiesa e Insigne. Idee chiare invece per quanto riguarda gli altri reparti: nel suo 4-3-3, davanti a Donnarumma, difesa con Florenzi, Bonucci, Chiellini e Biraghi; a centrocampo Verratti, Jorginho e Barella. Fra gli azzurri ci sono nove reduci della tragica serata che un anno fa ha estromesso l'Italia dal Mondiale per la prima volta dopo 60 anni: da Bonucci a Florenzi, fino a Insigne che guardò impotente maturare il fatale 0-0 con la Svezia in panchina, per una scelta fra le più contestate di Ventura. Sperano che la partita con il Portogallo sia una catarsi anche molti degli italiani che erano fra 72.696 spettatori a San Siro il 13 novembre 2017 e che ci torneranno domani.
Parla Donnarumma. «Contro il Portogallo dobbiamo crederci, abbiamo tutte le carte in regola per fare una grande gara e passare come primi nel girone». Gianluigi Donnarumma è fiducioso. Per lui sarà emozionante giocare con la maglia azzurra al Meazza davanti a amici e familiari. «Ringrazio Mancini per la fiducia e sono molto orgoglioso di rappresentare la Nazionale, è il sogno di tutti i bambini». Sul rigore sbagliato e l'espulsione di Higuain contro la Juve. «L'abbiamo perdonato», sorride, «si è scusato subito con noi. Era una partita a cui ci teneva molto».
Angelo Caradonna

