Mancini: ma noi puntiamo a Euro 2020

Gli azzurri in caso di sconfitta rischiano la retrocessione, però il ct sminuisce il valore della sfida. Immobile, sfogo social
CHORZOW (POLONIA). Vietato perdere. È semplice, nella sua essenzialità, l'obbligo che pende sull'Italia in vista della partita di questa sera (ore 20,45 diretta tv su Rai 1) con la Polonia. La squadra che dovesse uscire sconfitta a Chorzow subirà la retrocessione nella serie B della neonata Nations League, e per l'azzurro sarebbe un'altra macchia su una maglia già piuttosto sfilacciata. L'amichevole con l'Ucraina ha però risollevato un po’ gli animi nonostante il risultato, e il ct, che probabilmente riproporrà la stessa formazione di Genova col 'tridente leggero’, conta di superare la prima prova-chiave della sua breve reggenza. «Non sarà una partita facile, la Polonia è un'ottima squadra, però ce la possiamo giocare», dichiara alla vigilia Roberto Mancini, che pur ammettendo di aver bisogno di tempo respinge la tesi di un Italia all'anno zero dipinta venerdì da Leonardo Bonucci. «Non credo che il nostro calcio sia a zero o sotto zero. Si sta cercando di ricostruire una squadra dopo il mondiale. Bisogna aver pazienza e rimboccarsi le maniche», ribadisce il ct. «Stiamo lavorando e penso che presto avremo una squadra che ci darà soddisfazioni. E se poi dovessimo perdere non succederà nulla di definitivo. Quando riusciremo a trovare il gruppo non avremo molti problemi a mettere insieme la squadra per gli Europei». Lo sguardo è a quell'obiettivo, il più importante e sentito, ma il presente conta, e significa per ora affrontare una squadra insidiosa, specie per la qualità del suo attacco. Ad un anno dall'ultima vittoria della nazionale in una partita non amichevole (1-0 all'Albania), il problema del gol resta quello più impellente da risolvere, come ben sa Mancini. «Per vincere serve un centravanti che segna, poi servono delle soluzioni e vanno cercate. Siamo andati molto bene per 60' con l'Ucraina, poi con le sostituzioni qualcosa è cambiato», dice quando gli chiedono della formazione, quasi certa replica di quella vista a Genova, con Bernardeschi, Insigne e Chiesa davanti. «Ho provato dei giocatori, si sono trovati bene insieme, andiamo avanti con questi», conferma. Attacco giovane e nuovo, difesa più esperta con a capo Giorgio Chiellini, che ne ha già viste tante. «Non è una finale, non è uno spareggio, è solo una spinta importante per l'Europeo», la sua lettura della sfida di stasera, un passo su «una strada comunque lunga». Starà soprattutto a lui e al compagno Bonucci tener testa ai vari Lewandowski, Piatek e Milik. Saranno confermati sulle fasce anche Florenzi e Biraghi, mentre a centrocampo partiranno titolari Verratti, Jorginho e Pellegrini, con un compito duplice di filtro e proposta.
Immobile social. Con un post su Instagram senza testo, ma solo con i suoi numeri da centravanti, Ciro Immobile ha voluto rispondere a chi - in primis Mancini - lo ha messo in discussione imputandogli la scarsa efficacia quando gioca con l'Italia. L'attaccante della Lazio non riesce infatti a prendersi una maglia da titolare con la Nazionale e anche stasera dovrebbe partire dalla panchina. Ecco allora spiegato il perché di questo post, che ha i contorni di uno sfogo social per mettere a tacere le critiche.
Gli avversari. Punta tutto sull'attacco il ct polacco, Jerzy Brzeczek, che dovrebbe comunque utilizzare il bomber del Bayern e il capocannonniere genoano della serie A, lasciando Milik in panca. «Abbiamo varie soluzioni e idee», dichiara Brzeczek, «perchè c'è poi Zielinski che gioca da centrocampista offensivo. Metteremo in campo le nostre forze migliori».
«Piatek è in un periodo in cui tutti i palloni che tocca diventano gol», ammette il portiere della Juve Wojciech Szczesny, stasera tra i pali contro tanti suoi compagni. «Speriamo che duri ancora domani (stasera, ndc), ma finisca fra una settimana», quando i bianconeri affronteranno proprio il Genoa.
Angelo Caradonna

