Mancini: è ora di cominciare a vincere

Torna il pescarese Verratti nell’undici titolare. Al minuto 43 la partita si fermerà in ricordo delle vittime del 14 agosto
GENOVA. Quella con l'Ucraina - stasera al Ferraris di Genova ore 20,45 diretta tv su Rai 1 - non è una semplice amichevole per il ct della Nazionale Roberto Mancini: da una parte c'è l'emozione del crollo del ponte Morandi, rinnovata con la vista alla zona rossa e ai monconi del ponte, dall'altra la tensione di una vittoria azzurra che ancora non arriva. «Dobbiamo cominciare a vincere», ha detto il ct, «perché è importante e perché vincere aiuta a vincere. Ma attenzione: l'Ucraina è un'ottima squadra con un allenatore, Schevchenko, 'italiano’». Il tecnico non ha paura della 'sindrome da amichevole’: «I giocatori oggi stano meglio fisicamente rispetto a un mese fa e alcuni sono anche cresciuti in queste partite di campionato», ha detto Mancini. «Come Insigne che ha cambiato ruolo nel suo club e rimane un giocatore importante» e Bernardeschi «che è migliorato». La Nazionale ha comunque alcuni punti fermi: in porta ci sarà Gigio Donnarumma, ha detto Mancini, mentre a centrocampo «torna Verratti dopo un po’ di tempo. È stato importante vederlo giorno per giorno perché è diverso dal seguirlo quando gioca nel suo club». Rimane il dubbio Chiellini. L'Italia ha perso tanti pezzi per strada ultimo ieri Zaza. «Ma non c'è un problema attacco», ha detto Mancini, «abbiamo convocato Lasagna dell’Udinese». Con lui e gli altri attaccanti «per queste due partite può bastare. Prima di lui comunque non avevamo problemi perché abbiamo disponibili sei attaccanti con un centravanti vero come Immobile. Per domani (oggi, ndr) quindi ci sono varie soluzioni che si possono provare. Ma giocheremo con il tridente». La Nazionale comunque cerca il suo leader: «In una squadra normalmente c'è il giocatore d'esperienza e il leader tecnico. Noi abbiamo giocatori validi speriamo di avere più leader tecnici. L'importante è avere pazienza, abbiamo fatto solo due partite».
Andriy Shevchenko torna in Italia da allenatore della sua Ucraina che in Nations League conta sei punti in due gare nel gruppo 1 della Lega B e martedì affronterà la Repubblica Ceca. «Cercheremo di mettere in campo una squadra competitiva», ha detto l'ex attaccante del Milan che si avvale di Mauro Tassotti come secondo, «ma abbiamo qualche problema. Non avremo Yarmolenko e devo riflettere sulla formazione, però vogliamo fare una grande gara».
“Genova nel cuore”. Oltre il minuto di silenzio, questa sera al 43° la gara si fermerà per 30 secondi (proprio per ricordare le 43 vittime scomparse nella caduta del Ponte il 14 agosto scorso). I 600 sfollati, inoltre, sono stati invitati dalla Figc a vedere la partita, mentre i 100 ragazzi della "zona rossa" sono stati invitati a vedere l'allenamento pre-gara. Un pensiero anche per i nove bambini rimasti orfani, a cui la Figc pagherà gli studi per i prossimi tre anni in modo da potergli far proseguire il proprio percorso scolastico.
LE FORMAZIONI
ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Florenzi, Bonucci, Chiellini, Criscito; Barella, Verratti, Pellegrini; Chiesa, Immobile, Insigne. Allenatore. Mancini.
UCRAINA (4-2-3-1): Pyatov; Karavaev, Burda, Rakitskiy, Matvienko; Stepanenko, Malinowski; Yarmolenko, Marlos, Konoplyanka; Yaremchuk. Allenatore: Shevchenko.
Arbitro: Obrenovic (Slovenia).
Angelo Caradonna

