Mancuso: compatti e solidi, avanti così

L’attaccante: «Due bei gol, forse mi piace più il secondo. Ho saputo di dover giocare centravanti un’ora prima della gara»
PESCARA. Bomber, raccontaci quella straordinaria serata all'Adriatico, quel gol di rara eleganza, quel palleggio di destro, tecnica sopraffina e precisione. E poi quel bis, di rara prepotenza fisica, e magari anche quello mancato. Forse troppo facile... «Due bei gol, sono davvero contento. Forse mi piace di più il secondo», esordisce Leonardo Mancuso, match-winner della quinta del Pescara, la partita che forse consacra i biancazzurri, «perché è quello che ha deciso la partita e soprattutto perché dopo il pari potevamo avere un contraccolpo psicologico». Una serata come non se ne vedeva da tempo all’Adriatico-Cornacchia. Sprazzi di spettacolo puro alternati a momenti di pura fibrillazione agonistica, occasioni sciupate e regalate. Il più bel Pescara di questo inizio stagione; un protagonista su tutti, Leonardo Mancuso, appunto. Una doppietta da spellarsi le mani, uno di sopraffina tecnica e precisione, l'altro di prepotenza fisica. Lui dice che preferisce il secondo, ma forse non la dice tutta. «Il controllo l'ho fatto proprio cercando di mettere controtempo il difensore, poi ho pensato solo a sfruttare il tempo calciando al volo a incrociare». Insomma, un gol cercato più di quanto sembra, un gol da bomber. Tra l'altro contro l'ex maestro, Stroppa. «Sì, il mister mi ha allenato nelle giovanili del Milan, mi ci sono trovato bene. Rivalse? No, perché, se sono arrivato fin qui è anche grazie al suo lavoro».
«Mancuso? Forse l'ho preparato troppo bene», ha chiosato poco distante Giovanni Stroppa, sorridente ma neanche più di tanto visto com'è andata. Ma come nasce Mancuso centravanti col Crotone? Mossa preparata con Pillon? «No, ho saputo che avrei giocato in mezzo un'ora prima della partita, quando eravamo nello spogliatoio. Il ruolo? Beh, mi piace, in fondo nasco lì, poi mi sono spostato un po' sull'esterno. Ma non mi sento sacrificato, gioco dove mi chiede il mister, dove posso essere utile alla squadra». Una vittoria che fa decollare il Pescara, ora ci si aspetta una conferma a Padova, lunedì. «Certamente sarà un'altra partita difficile, ma in B in realtà di campi agevoli non ce ne sono affatto, di sicuro non in questa fase della stagione. Però, noi andremo decisi a fare il meglio», conclude il neobomber di Pillon, «importante sarà mantenere compattezza e solidità, stare corti e ordinati è la nostra cifra caratteristica, poi chi gioca e in che ruolo diventa di secondaria importanza». Coprotagonista, abbastanza inatteso per la verità, della sera magica di Mancuso e del Pescara, Manuel Marras, che non ha aggiunto il suo nome al tabellino dei marcatori per un soffio. «Sì, l'occasione era ghiotta, bravissimo Hugo (Campagnaro) a trovarmi, purtroppo non ho fatto gol. Pazienza, importante», commenta l'esterno con la barba, «è che abbiamo portato a casa la vittoria e che tutta la squadra abbia giocato bene». Beh, a giudicare dalla reazione del pubblico la prestazione è stata molto gradita. E il secondo posto alimenta pure i primi sogni. «Essere secondi è bello ma in questo momento conta saper sfruttare tutte le occasioni. Più avanti magari si guarderà anche la classifica». Non che guardarla ora faccia poi male...
©RIPRODUZIONE RISERVATA

