Mancuso fa magie e il Pescara decolla

Doppietta dell’attaccante schierato per la prima volta da centravanti Momentaneo 1-1 dell’ex Benali quasi da centrocampo, poi il Crotone va ko
PESCARA. Il miglior Pescara della stagione per la seconda vittoria di fila. I biancazzurri fanno il pieno di punti all’Adriatico-Cornacchia e scalano una posizione in classifica, salendo al secondo posto, dietro al Verona capolista, con la trasferta di Padova all’orizzonte. Significa poco dopo cinque giornate di campionato, ma rappresenta un segnale, perché la squadra che batte il Crotone compie un salto di qualità sul piano del gioco. Non solo un Pescara operaio, ma anche capace di sprigionare bollicine. Vittoria meritata nel primo turno infrasettimanale della serie B, impreziosita da due bellissimi gol realizzati da Leonardo Mancuso, a tutti gli effetti la sorpresa della serata. Vuoi perché Pillon lo schiera per la prima volta centravanti, vuoi perché ricambia la fiducia con due reti, una più bella dell’altra. Due perle inframezzate dal momentaneo pareggio dei rossoblù messo a segno dall’ex Benali con un tiro quasi da centrocampo, all’inizio della ripresa, che sorprende Fiorillo fuori da pali. Meritati gli applausi del pubblico di fede biancazzurra alla fine. Non molti i tifosi presenti sugli spalti, ma questa volta gli assenti hanno torto, perché si sono persi una partita piacevole. Un Pescara che pigia il piede sull’acceleratore a caccia di conferme. Che arrivano copiose, soprattutto a centrocampo dove Memushaj, Brugman e Machìn fanno il bello e il cattivo tempo sul piano tecnico e della corsa. Ha ragione Pillon che cambia il Pescara inserendo cinque uomini nuovi (Balzano, Campagnaro, Machìn, Marras e Antonucci) rispetto all’undici iniziale di sabato scorso contro il Foggia. E, soprattutto, sposta Mancuso al centro del tridente d’attacco. La punta milanese vive la sua serata magica davanti a Giovanni Stroppa, l’allenatore che l’ha fatto crescere nelle giovanili del Milan e che esce dall’Adriatico-Cornacchia nuovamente a testa bassa. Questa volta il Pescara non è solo spirito di sacrificio e compattezza. C’è qualcosa in più, perché dopo qualche balbettìo iniziale ci pensa Mancuso a illuminare la notte pescarese, al 19’, con una giocata al volo di destro chiusa con un diagonale imprendibile per Festa. Prende fiducia e decolla la squadra di Pillon. Aspetta e riparte. Non è particolarmente incisiva, ma è bello vederla fraseggiare in mezzo al campo. Non concede nulla nelle retrovie e si propone. Nella ripresa, il Crotone cambia ritmo e, al 4’, acciuffa subito l’1-1 con una giocata da applausi dell’ex Benali che segna quasi da centrocampo. Fiorillo resta a bocca aperta incredulo. Ma il pareggio dura appena cinque minuti perché al nono Brugman intercetta un pallone, si fa quaranta metri palla al piede, poi serve Mancuso che di sinistro fulmina Festa mandando la palla sotto la traversa. Un gran gol. Il Crotone le tenta tutte per acciuffare il 2-2, ma nelle retrovie Campagnaro dirige una linea che concede le briciole ai calabresi. Anzi, è Marras al 35’ a presentarsi davanti al portiere e a sparargli il pallone addosso. Stringono i denti i biancazzurri, entrano Ciofani, Crecco e Perrotta e portano a casa il risultato. Tanto di cappello davanti a questo Pescara partito senza squilli di tromba che Pillon sta modellando a sua immagine e somiglianza. Pratico sì, ma anche capace di sciorinare un buon calcio. Solido e organizzato. Niente di spettacolare, per carità, ma di certo il tecnico sta ottenendo il massimo dai suoi uomini, coinvolgendoli tutti. Alzi la mano chi aveva previsto il Pescara al secondo posto dopo cinque giornate.
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