Mancuso fa rivedere la salvezza al Pescara

23 Aprile 2018

Dopo undici partite la tripletta dell’attaccante permette ai biancazzurri di tornare al successo e di abbandonare la zona retrocessione

PESCARA. Appena in tempo. Il Pescara si è risvegliato dal torpore, ha dato una sterzata alla sua stagione che si stava avviando verso il baratro chiamato serie C. Un’inversione di marcia provvidenziale a cinque giornate dalla fine con la prospettiva di dover giocare quattro scontri diretti, a partire da quello di sabato a Terni contro i rossoverdi che si sono aggiudicati il derby di Perugia. I biancazzurri, sia pur soffrendo nel finale, hanno spezzato il digiuno di vittorie che durava da undici partite: l’ultima volta risaliva al 10 febbraio scorso (1-0 alla Salernitana) quando andavano di moda il cappotto e l’ombrello; ieri, invece, nella prima versa giornata di mare ha ritrovato il sorriso insieme agli affezionati che hanno rinunciato alla prima tintarella sulla spiaggia. Tre punti - con brividi finali - che riportano il Pescara fuori dalla zona retrocessione: adesso addirittura ha sette squadre alle spalle (due punti di vantaggio sulla quint’ultima) in una classifica che nei bassifondi è particolarmente corta. E, quindi, la situazione resta fluida, ma la squadra di Pillon, alla luce di quanto vedere anche ieri, sembra avere i mezzi per chiudere dignitosamente una stagione che passerà agli archivi nuovamente con un giudizio negativo. Ma scacciare l’incubo della serie C è più importante dei processi su un campionato nato con ben altri auspici. E’ stato un Pescara deciso e cattivo che ha monetizzato i progressi evidenziati con l’avvento in panchina di Pillon. E che ha subito messo in chiaro le sue intenzioni allo Spezia (deludente) che naviga in una tranquilla posizione di metà classifica. Una partenza rabbiosa e un uno-due micidiale, quello messo a segno dall’attaccante esterno Leonardo Mancuso che in tre minuti, dal 13’ al 16’, ha indirizzato la partita. Prima dal dischetto, trasformando un rigore concesso per un fallo in area di Giani su Pettinari; e poi con un diagonale di destro dal limite dell’area.
Un buon Pescara che, sulla falsariga delle precedenti gare della gestione Pillon, se l’è giocata a viso aperto facendo vedere buone trame di gioco. Una squadra che - almeno nel primo tempo - ha rischiato poco o nulla nelle retrovie, gestita con intelligenza in mezzo al campo da Brugman e in avanti briosa e incisiva in una domenica in cui il caldo si è fatto sentire anche in mezzo al campo. Anche l’approccio al secondo tempo è stato efficace. Il Pescara ha subito messo le cose in chiaro, attaccando ancora e trovando la terza rete griffata dallo scatenato Mancuso. Che, all’8’, ha recuperato palla nella propria metà campo e poi è stato protagonista di un allungo irresistibile chiuso con un tiro di sinistro letale per Manfredini. Tre punti in ghiaccio in meno di un’ora, così sembrava. Ma il Pescara trova sempre il modo per complicarsi la vita. E così al 22’ Alberto Di Francesco su punizione segna il 3-1 e poi al 27’ ecco il giovane Mulattieri sul secondo palo libero di calciare in rete il 3-2. Partita riaperta, brividi nell’ultimo quarto d’ora. Qualche situazione pericolosa dalle parti di Fiorillo - provvidenziale su Lopez al 45’ - ma questa volta finisce in gloria. Una vittoria storica se si pensa che è la prima all’Adriatico-Cornacchia contro lo Spezia che da queste parti non perdeva dal lontano 1949 quando si giocava al Rampigna. Successo meritato che oltre alla firma dell’attaccante milanese porta quella di Bepi Pillon, il tecnico che è riuscito a rivitalizzare una squadra spenta dopo la sconfitta di Brescia, l’ultima della gestione Epifani. Tra l’altro, l’allenatore trevigiano si è tolto lo sfizio di battere Gallo che a Treviso è stato il suo capitano nella stagione del salto in serie A. La classifica dice che l’obiettivo salvezza deve essere ancora centrato e quella di Terni, sabato, sarà un’altra tappa fondamentale.
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