MANDZUKIC LA CHIAVE DELLA JUVE CHE VOLA

30 Gennaio 2017

di ROCCO COLETTI Il tempo dirà se è stata la spallata decisiva nella corsa scudetto. Sta di fatto che la Juventus ha riaperto un solco tra sè e le rivali. Lo ha fatto nella domenica in cui le...

di ROCCO COLETTI

Il tempo dirà se è stata la spallata decisiva nella corsa scudetto. Sta di fatto che la Juventus ha riaperto un solco tra sè e le rivali. Lo ha fatto nella domenica in cui le inseguitrici speravano di compiere dei passi avanti. E, invece, è accaduto il contrario: i bianconeri hanno ripreso il largo, più quattro sulla Roma e più sei sul Napoli, fermato (1-1) in casa dal Palermo. Potenzialmente più sette dal momento che devono recuperare (mercoledì 8 febbraio alle ore 18) la trasferta di Crotone. Il modo migliore per presentarsi alla sfida di domenica sera contro l’Inter allo Juventus Stadium. Una sfida che si annuncia spettacolare, probabilmente tra le squadre che stanno meglio in serie A. La Juve con la nuova formula a trazione anteriore va che è una meraviglia (ultime tre partite decise nei primi venti minuti); i nerazzurri sono reduci da sette successi di fila, sono saliti al quarto posto e viaggiano con il turbo. Sarà un derby d’Italia da leccarsi i baffi. Alla dimostrazione di forza espressa dalla squadra di Pioli, sabato sera, la Juventus ha risposto per le rime con una prestazione pressoché perfetta, intrisa di superiorità tecnica, tattica e fisica, schienando, a domicilio, un Sassuolo in salute. Una squadra che gioca con quattro giocatori d’attacco più Pjanic mediano, al fianco di Khedira. E che riesce a essere compatta ed equilibrata: la chiave indispensabile per sprigionare il potenziale tecnico che è enorme. Ma il 4-2-3-1 del nuovo corso di Allegri ha in Mandzukic l’uomo-simbolo: il croato fino a qualche mese fa faceva il centravanti, ora si è reinventato esterno d’attacco a sinistra, macinando chilometri sulla fascia, vincendo duelli fisici e andando a rincorrere l’avversario. E’ lui – con il suo spirito di sacrificio – l’equilibratore che rende possibile quella che sembrava un’utopia tattica. Detto ciò, restano gli alti e bassi della Roma che non ha la forza per reggere il passo della capolista. Non ha, più che altro, ricambi all’altezza nelle retrovie. E così la difesa, tanto elogiata nelle ultime settimane, ne prende tre dalla Sampdoria. E la Juventus se ne va...

@roccocoletti1

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