Maniero: brutta gara ma era troppo importante vincere

28 Luglio 2020

Il bomber a un passo dal gol che gli garantirebbe il rinnovo In campo si sentono le urla di Sottil e la bestemmia di Luci

PESCARA . Sesto gol in campionato, un passo avanti verso la salvezza e il rinnovo del contratto. Riccardo Maniero decide la sfida con il Livorno e se realizzerà un’altra rete a Verona (o, nella malaugurata ipotesi, ai play out) resterà a Pescara per un’altra stagione, come previsto dalla clausola contrattuale in caso di 7 marcature. «Abbiamo disputato una brutta prestazione, ma era importante vincere», dice l’attaccante napoletano, «abbiamo dato tutto e siamo riusciti a portare a casa tre punti preziosi. Sapevamo che non sarebbe stato facile contro una squadra formata da tanti giovani che vogliono mettersi in mostra. Complimenti a loro che stanno onorando il campionato fino alla fine». Troppa tensione tra i biancazzurri. «Cambiare obiettivi in corsa non è mai facile, ci siamo ritrovati nei bassifondi della classifica, ma se continueremo così centreremo la salvezza». Infine, la dedica per il gol. «Alla mia famiglia e ai tifosi del Pescara».
L’ambiente. La posta in palio è altissima, sulla carta è un impegno facilissimo, ma il Pescara degli ultimi tempi non è affidabile. Tra i pochi presenti in tribuna c’è il sindaco Carlo Masci che si aspetta una prova convincente. Ma c’è tensione nell’aria, la si respira forte durante il riscaldamento. Poche parole tra i giocatori, volti tiratissimi e un po’ disorientati per essersi ritrovati così in basso in questa stagione. Andrea Sottil li scruta a debita distanza cercando di incrociare qualche sguardo. Bisogna infondere coraggio e cattiveria agonistica alla squadra, tuttavia, qualcosa non va per il verso giusto. Si comincia e il tecnico biancazzurro, ex di turno, è meno agitato rispetto alle precedenti partite.
Forse pure lui, inconsciamente, pensa di trascorrere una serata tranquilla e centrare senza affanni la prima vittoria della sua gestione. In realtà, dopo nemmeno un quarto d’ora, Sottil capisce che è necessario sudare per battere un avversario derelitto, arrivato a Pescara solo ieri mattina, reduce da sei sconfitte consecutive e in C già da un bel po’. Allora le sue urla iniziano a risuonare energiche nell’Adriatico deserto. Da un lato è piacere ascoltarlo, così si avverte un po’ di vitalità, ma dall’altro la mancanza di pubblico provoca qualche fuori programma. Ad esempio la bestemmia urlata da Andrea Luci, che rimbomba nelle pareti dello stadio e nei televisori di chi segue il match da casa. Davanti alla panchina ospite, c’è Antonio Filippini, l’allenatore del Livorno, ex centrocampista e bandiera del Brescia come il fratello gemello Emanuele per tanti anni, che stimola la sua banda infarcita di giovani tenendo fede alle dichiarazioni della vigilia («Daremo il massimo, cercheremo di ribattere colpo su colpo e di fare del nostro meglio»). Dopo un primo tempo soporifero, il neo entrato Manuel Pucciarelli serve un assist d’oro a Riccardo Maniero che fa saltare gli equilibri portando in vantaggio i biancazzurri. Dopo il gol il Delfino è un po’ più sciolto, ma non riesce a sferrare il colpo del ko, nonostante i continui incitamenti di Sottil. Stavolta può bastare, ma per sperare nella salvezza senza passare per i play out venerdì a Verona contro il Chievo servirà un Pescara più pimpante.
Giovanni Tontodonati
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