Maniero: «Gol e sacrificio per il perdono dei tifosi»

L’attaccante pronto a riconquistare la piazza: questa maglia la sento sulla pelle E Busellato vuol mettere radici: sei squadre in tre anni, sono qui per rimanere
INVIATO A PALENA. Ricominciamo. Sono passati 3 anni e mezzo dal suo addio al biancazzurro. Ed ecco, 38 mesi dopo, Riccardo Maniero si riprende il suo Pescara. «Spero di riprendere da dove ho lasciato», dice l’attaccante 31enne, arrivato qualche giorno fa dal Novara. A gennaio del 2015 Riccardo venne ceduto dal Delfino al Catania per quasi 500.000 euro e lui firmò un contratto di tre anni e mezzo. In quei giorni la punta napoletana stava vivendo una grande stagione (12 reti in 15 gare) e i tifosi pescaresi rimasero delusi dalla sua partenza.
«Quell’anno andò così», racconta da bordo campo, poco prima dell’amichevole con il Delfino FP. «Non volevo andare a Catania, ma poi, per una serie di cose, l’operazione si fece lo stesso». I tifosi biancazzurri non gli hanno mai perdonato l’addio, riservandogli fischi ogni volta che Maniero ha incrociato il Delfino da avversario. «Voglio farmi perdonare, adesso posso dire solo questo». I pescaresi aspettano un pronto riscatto dal centravanti cresciuto nella Juventus. «Questa maglia la sento sulla mia pelle e, appena c’è stata la possibilità, ho fatto di tutto per vestire di nuovo il biancazzurro. La trattativa è stata velocissima e ho accettato subito la proposta del presidente Sebastiani». Tornato nella «sua seconda casa», come l’ha spesso definita, Pippo, come lo chiamano i suoi compagni squadra, si è legato al Delfino per un anno a circa 120.000 euro (con opzione per un’altra stagione). «Torno in una piazza che mi ha fatto crescere, voluto bene e lanciato nel grande calcio». Da tre anni a questa parte, dopo il suo passaggio al Bari, le sue stagioni non sono state molto esaltanti, calcolando anche le annate di Novara e Cosenza. «È stata solo colpa mia, negli ultimi anni ho sbagliato qualcosa e adesso torno a Pescara per rilanciarmi. Ai tifosi prometto che vedranno sempre la maglia sudata e proverò ad aiutare la squadra con i gol». L’anno scorso a Cosenza appena due reti realizzate, poche per una punta del suo calibro. Quest’anno, tra l’altro, ritroverà anche Luca Palmiero, l’anno scorso suo compagno di squadra a Cosenza. «Sono contento di rivederlo. Luca è fortissimo e sono sicuro che farà bene», come lo stesso Cristian Galano, compagno di squadra e di reparto nel Bari. «Lui in quella stagione fece benissimo», ricorda Maniero, che in Puglia fu compagno di Cristiano Del Grosso, il terzino giuliese al secondo anno con la maglia biancazzurra. Maniero in questi giorni sta lavorando sodo per mettersi al passo con il resto della squadra e sta smaltendo qualche chilo di troppo messo su durante le vacanze.
Come sta lavorando duro anche Massimiliano Busellato. Ha soltanto 26 anni, ma è considerato un veterano della B. Busellato da San Giuseppe di Cassola, un paesino in provincia di Vicenza, cresciuto nelle giovanili del Cittadella, è pronto per il grande salto. «Negli ultimi tempi ho girato tanto e adesso mi piacerebbe trovare un po’ di continuità», sottolinea il centrocampista veneto che finora in B ha collezionato 227 presenze e realizzato 9 gol. Ha firmato un triennale con il Delfino dopo essersi svincolato dal Foggia. Centrocampista esplosivo, dinamico e tignoso. «Negli ultimi tre anni ho cambiato sei squadre, ora a Pescara mi piacerebbe rimanerci per un bel po’. Sono un jolly di centrocampo e posso ricoprire tutti i ruoli, ma preferisco giocare da mezz’ala. Pescara? Ricordo un gol nel 2012, giocavo nella Ternana. Fu bello per me, perché vincemmo, meno bello per voi. È acqua passata, ora il mio presente è solo biancazzurro». Col suo arrivo sono saliti a dieci gli elementi in mediana. «La stagione sarà molto lunga e servirà l’aiuto di tutti», la risposta diplomatica del centrocampista forgiato nel Cittadella da Claudio Foscarini. «È stato il mio maestro», afferma Busellato parlando del suo ex allenatore. Tifa Juve e da ragazzino ammirava Giovinco e Iniesta, il 26enne centrocampista è reduce dalla retrocessione a Foggia, dove nei giorni della contestazione è finito nel mirino dei tifosi che hanno lanciato un petardo nel giardino di casa sua. «Pescara è un treno importante, ho 26 anni, ho giocato qualche campionato di B e adesso mi piacerebbe tanto assaporare la serie A. È un sogno che vorrei realizzare». Magari già da quest’anno.
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