Maradona, che polemica per la cittadinanza onoraria

Stasera la festa in piazza, attese 30mila persone. Lui: «Non prendo soldi» La manifestazione sarebbe costata 200mila euro raccolti attraverso gli sponsor
NAPOLI. Ecco Maradona il napoletano. Il grande Diego è tornato a Napoli dalla porta principale. Sì, perchè questa sera l’ex pibe de oro riceverà la cittadinanza dalle mani del sindaco Luigi de Magistris. Non sono mancate le polemiche per un eventuale cachet molto alto per partecipare all’evento. «Giuro su mia madre che non prendo soldi (si parla di un costo della manifestazione di 200mila euro, ndr), portatemi chi lo ha detto che gli sputo in faccia», la reazione di Maradona nella conferenza stampa di presentazione della festa di oggi a piazza del Plebiscito (ore 21.30) dove sono attesi circa 30mila persone. «Io cittadino di Napoli lo sono stato dal primo giorno che ho indossato la maglia numero 10», ha ammesso l’argentino nel corso della sala stampa organizzata a Villa d’Angelo. Accanto a Maradona c’era l’attore Alessandro Siani. «La 10 la vuole Insigne? Se segna più di me gliela do», ha chiosato Diego. Il trono di bomber glielo può togliere Hamsik al quale mancano due gol per raggiungerlo. «Spero che Marek ne faccia quattro e sarei felice». Qualcuno gli ha fatto notare che il Napoli è assente. Maradona non ha fatto drammi: «Sono venuto per la cittadinanza e non per incontrare De Laurentiis o Sophia Loren. Con il presidente mi sento spesso. Ho visto la partita con il Real con lui, ne capisce di calcio».
Non poteva mancare la dedica per la cittadinanza napoletana: «Questa cosa la dedico a mia madre, a mio padre e a tutti i napoletani che hanno riempito lo stadio San Paolo quando c’ero io. Ringrazio quella squadra perché senza i miei compagni era impossibile vincere gli scudetti. Questo Napoli lo vincerà? Me lo auguro. Gioca un gran calcio. È il momento di dimostrare che si può vincere. Comunque per me sarà un giorno speciale. La cittadinanza l’ho guadagnata sul campo e ripeto non sono venuto per soldi».
E poi: «Mi sarebbe piaciuto giocare la partita per il trentennale del primo scudetto, ma a volte le persone cambiano idea e poi stava diventando un business», il pensiero dell’argentino che oggi ha 56 anni. Per il 4 luglio, ovvero ieri, era stata annunciata una partita per il trentennale dello scudetto del 1987, che è stata però concellata anche per gli impegni del Napoli di oggi nel preliminare di Champions. «Sarebbe stato bello vedere insieme in campo Bruscolotti, Giordano, Carmevale, Garella, Corradini, Ferrara, Francini e tutti gli altri. Mi è dispiaciuto molto ma tutti sappiamo che tutto quello che ha vinto il Napoli lo abbiamo vinto tutti insieme». In città, intanto, sono comparsi diversi striscioni con la scritta: «5 luglio, non l'ha voluto la città, ma un sindaco a caccia di soldi e pubblicità». Parole di protesta contro il conferimento della cittadinanza onoraria. Gli striscioni, uno dei quali affisso anche all'esterno del San Paolo, sono firmati Curva A. La mossa si aggiunge alle polemiche infuriate sul compenso per Maradona che ammonterebbe a oltre 200.000 euro, raccolti attraverso sponsorizzazioni private.

