Maragliulo non ci sta: più giusto il pareggio

Il tecnico: non bisognava sbagliare, invece l’errore l’abbiamo commesso all’inizio Salviato: «Meritavamo almeno il pari, la matematica non ci condanna: lotteremo»
LANCIANO. I cori di gioia che riecheggiano in sala stampa sono quelli dei giocatori dell’Avellino. Alla Virtus resta la rabbia e il rammarico per tre punti persi in una partita che sul campo ha detto altro, cioè che la squadra rossonera è viva e anche in 10 ha tenuto testa all’Avellino.
«Per me è molto difficile commentare questa partita», ha detto mister Maragliulo amareggiato, «da un lato non posso non fare i complimenti ai miei ragazzi che hanno dato il cuore, in 10 contro 11 dal 20’ del primo tempo. Se avessimo pareggiato non avremmo rubato nulla. Dall’altro lato c’è il grandissimo rammarico di aver giocato una partita del genere, uno scontro salvezza così, in 10, con episodi che ci hanno condannato. Avevo detto in settimana che non avevamo grandi margini, non dovevamo sbagliare. Invece abbiamo sbagliato, un errore grave che ci è costato il rigore che ha condizionato la gara. I ragazzi poi hanno anche avuto occasioni per pareggiare ma non è stato così. Sono rammaricato perché nonostante il rigore, nonostante in 10, abbiamo cercato in tutti i modi di pareggiare e ci eravamo quasi riusciti».
A condizionare la gara alcune decisioni dell’arbitro Martinelli che non ha utilizzato lo stesso metro di giudizio nel fischiare falli e soprattutto nel dare i cartellini, danneggiando la Virtus. «Non posso parlare dell’arbitro, faccio considerazioni tecniche e dico che il Lanciano ha fatto una buona partita», ha risposto Maragliulo, «in 10 non era facile trovare spazi. Poi l’Avellino ha spezzettato il gioco. Non sono felice per il risultato ma dico anche che i ragazzi non potevano fare di più. C’è il derby, ci sono tre partite possiamo e dobbiamo farcela».
Stessa amarezza per Salviato che ha ribadito in rete il rigore sbagliato da Ferrari uscito al 41’ del primo tempo per problemi muscolari. «Il gol segnato non mi ha fatto gioire molto perché eravamo sotto e ci siamo rimasti nonostante un forcing finale e una partita che meritavamo almeno di pareggiare», ha commentato Salviato. «Non parlo dell’arbitro ma è evidente che su Cragno dopo che ha parato il rigore e la ribattuta c’era un fallo non fischiato, che c’è stato un metro di giudizio diverso nel valutare gli stessi episodi. Peccato perché eravamo partiti bene, come col Novara. Poi c’è stato l’errore a centrocampo con una ripartenza che non dovevamo concedere, il costato rigore e l’espulsione. Nel secondo tempo siamo cresciuti ancora e loro hanno perso tempo», spesso a terra i giocatori dell'Avellino, «per non darci il ritmo. Si sono chiusi in difesa dopo i due gol». Addio salvezza? «No», ha chiuso, «la matematica non ci condanna. Ci sono tre partite, 9 punti, crediamo nella salvezza».
Teresa Di Rocco
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