Maragliulo sconfortato: «Sono senza parole»

Turchi realista: «Questo risultato pesa parecchio, la botta si è sentita» Ferrari amareggiato: «Siamo un po’ in difficoltà, ma meritiamo la salvezza»
LANCIANO. Dal sogno all'incubo. Il gol di Vajent all'ultimo minuto fa passare la Virtus dal sogno della salvezza all'incubo peggiore, quello di una (ipotetica) retrocessione in caso di sconfitta a Livorno, venerdì sera. Una partita in pugno quella contro la Ternana, pareggiata al 95’, nonostante la superiorità numerica. «Non ci sono parole per descrivere quello che è avvenuto», ha detto sconsolato e incredulo, come molti tifosi, mister Primo Maragliulo, «abbiamo giocato 94 minuti ad altissimo livello facendo la partita che avevamo preparato. Nel primo tempo c'è stato solo il Lanciano in campo, nel secondo abbiamo controllato la gara. L'unico tiro della Ternana è stato su un errore nostro. Poi non lo so, non ho parole». Fa difficoltà a parlare il tecnico, a descrivere il gol che ha praticamente tagliato le gambe e il morale alla Virtus. «Forse inconsciamente abbiamo pensato che era fatta ed è accaduto l'imponderabile», ha provato a dire il mister arrivato in sala stampa dopo essere rimasto a lungo chiuso negli spogliatoi con i suoi ragazzi. «Non so che dire, come descrivere gli ultimi 30 secondi. Non nego che ho avuto un momento di sconforto anche io, però ora bisogna reagire». Il Lanciano ha fatto harakiri, ha preso un gol all'ultimo minuto in 11 contro 10, un gol che gli ha negato la salvezza; è logico che il morale della squadra ora sia a terra. «E' a terra ma dobbiamo reagire», ha aggiunto Maragliulo, «ho detto ai ragazzi di non abbassare la testa. Sapevamo che per salvarci dovevamo giocarcela fino all'ultimo istante dell'ultima gara: dobbiamo vincere a Livorno. Sarà una battaglia, perché anche loro hanno speranza di salvarsi, ma dobbiamo vincere».
«Questo risultato pesa tanto», ha ammesso Manuel Turchi che aveva fatto l'assist per Ferrari che ha sprecato malamente l'occasione del 2-0 che avrebbe chiuso l'incontro. «Forse abbiamo dato per scontato che era fatta. Abbiamo commesso un unico errore e siamo stati puniti. A Livorno dobbiamo raggiungere questa benedetta salvezza», ha aggiunto l'attaccante. «Abbiamo un giorno di riposo in cui dobbiamo ricaricare la testa più che il fisico. La botta si è sentita ma dobbiamo reagire restando uniti».
«Era finita, l'avevamo in mano», ha detto rammaricato Ferrari, «non avevamo concesso nulla, poi una serie di errori hanno portato al gol. Non c'è un colpevole. Ora dobbiamo ricaricarci, darci una mano l'uno con l'altro, restare uniti. E' stata una botta non indifferente», ha chiuso l'attaccante, «siamo un po' in difficoltà, ma meritiamo di stare qua, di stare in B. Lotteremo fino alla fine per la salvezza. A Livorno dobbiamo essere pronti».
Teresa Di Rocco
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