Marchesani: «L’obiettivo è tornare subito in A2»

7 Giugno 2023

Il presidente del Chieti pronto a rifondare la squadra per un torneo di vertice Il primo tassello sarà il nuovo direttore sportivo. Da sciogliere il nodo allenatore

CHIETI. Epilogo amaro di una stagione da dimenticare. Oppure no. Forse è invece il caso di far tesoro dei tanti errori commessi in questa stagione e che hanno portato alla retrocessione in serie B della Mokambo Chieti alla quale, come si temeva, sono stati fatali i play out dopo aver fallito l’occasione di chiudere i conti nel girone salvezza del torneo di serie A2. Sul parquet di Casale Monferrato la sintesi di tutte le difficoltà incontrate quest’anno dalla formazione di coach Stefano Rajola al di là dell’impegno comunque profuso, in diverse occasioni, da più di un giocatore.
«La delusione è enorme ma già nei prossimi giorni ci sarà una riunione societaria nella quale cominciare a parlare di futuro», dichiara il presidente Gabriele Marchesani all’indomani della retrocessione, «l’obiettivo non può che essere quello di tornare in serie A2 riportando entusiasmo attorno alla nostra realtà. Penso a un rinnovamento globale e, soprattutto, all’individuazione di un direttore sportivo al quale affidare il compito di allestire il nuovo organico. L’eventuale conferma dell’allenatore? Al momento, nessuna decisione. Il rapporto con Rajola è stato comunque buono ma valuteremo nei prossimi giorni l’evolversi della situazione».
Il tutto a margine dell’immagine di una squadra priva di energie fisiche e, soprattutto mentali, sul finire di una stagione estenuante. Inutile indugiare su note di demerito a margine di un organico assemblato sicuramente male. Sicuramente determinante lo scarso apporto del tandem statunitense composto da Jackson e Roderick, subentrato durante l’anno a Vrankic. Il primo è stato costretto a saltare per infortunio diverse partite nella stagione regolare per poi arrivare in ombra al finale di stagione, con tante partite racchiuse in pochi giorni, pur non facendo mancare un generoso contributo. Discorso diverso per Roderick il cui rendimento è rimasto lontano dai tempi in cui si era messo in evidenza nella categoria. Organico decisamente lacunoso sotto canestro, anche dopo l’arrivo di Thioune, subentrato a Boev. Dagli altri prestazioni altalenanti coinvolte nel denominatore comune di incredibili cali di tensione giunti puntualmente a vanificare quanto di buono si era spesso riusciti a mettere assieme. Davvero una brutta stagione e, dopo tre anni di permanenza, la Chieti del basket lascia la seconda serie nazionale.
Giuseppe Rendine
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