Marchionne: sarà una Ferrari subito vincente

12 Settembre 2014

Il neo presidente: «Deluso come i tifosi». Lauda: non volevo credere all’addio di Luca Montezemolo

TORINO. «Cominceremo in maniera intensa a ricostruire gli elementi per formare una squadra vincente, questo non è negoziabile, la Ferrari deve tornare a vincere, questo è l’essenziale».

Così il neo presidente del Cavallino Ramapante, Sergio Marchionne, al Proving Ground di Balocco, per la presentazione ufficiale della nuova Jeep Renegade.

Sono le prime parole dopo la conferenza stampa di mercoledì, in cui Luca di Montezemolo ha annunciato e ufficializzato le dimissioni da presidente della scuderia Ferrari, ruolo assunto, contestualmente, dall’ad di Fiat-Chrysler, Marchionne.

«L’impegno che ho preso è tornare a far vincere la Ferrari nel minore tempo possibile. I tifosi sono delusi per gli ultimi risultati e dà fastidio anche a me non vincere», ha aggiuntoil nuovo presidente Ferrari.

Sugli attuali piloti della scuderia di Maranello, Alonso e Raikkonen, il neo presidente ha detto: «Sono campioni del mondo. Li ho visti, stanno bene, non so niente di diverso per adesso». Già, “sono campioni del mondo”, e non “i migliori piloti del mondo”, come aveva detto invece Montezemolo nella conferenza di mercoledì.

Non si pronunciano i piloti Ferrari, anche se Raikkonen precisa che «non sto pensando al ritiro e voglio chiudere la carriera con la Ferrari», a parlare della situazione del Cavallino Rampante è uno che lo conosce molto bene, Niki Lauda.

Il presidente onorario del team Mercedes in F1, 65 anni, è stato un uomo simbolo della Ferrari ed ha lavorato a lungo con Luca Cordero di Montezemolo negli anni ’70 e poi negli anni ’90. Sull’addio del presidente Lauda spiega che «io non volevo crederci. Pensavo che potesse rimanere. Ma è così, i processi di cambiamento sono nella norma, anche in F1. Non voglio entrare nel merito delle decisioni prese dalla Fiat. Sono stato pilota, ma anche imprenditore, gestendo molti uomini e investendo grandi capitali. Per questo motivo capisco che certe decisioni possano essere difficili, ma necessarie. Sul piano umano», conclude l’ex campione del mondo, «sono dispiaciuto per Luca. So che lui è innamorato della Ferrari. E sono sicuro che sta attraversando un momento molto triste della sua vita. In 23 anni ha vinto tanto».