Marco Ragonese la scoperta del fiuto del gol

Nella Valle del Tirino era un centrocampista, l’emergenza lo ha portato a giocare in attacco
Nelle quindici annate precedenti, solo in quattro occasioni si è superata quota 40 in fatto di segnature, col record assoluto delle 50 reti dell'attaccante del Cerchio Felice Fidanza. La quinta la si è registrata proprio quest'anno, grazie al 25enne centravanti della Valle del Tirino Marco Ragonese, superbomber d'Abruzzo per la stagione 2018/2019, in virtù dei 42 gol messi a segno nel corso della fase regolare del campionato di Terza categoria, girone di Pescara. Appena uno in più rispetto al campano Pasquale Maisto, in forza dall'ottobre scorso nelle del Città di L'Aquila, in Prima categoria. E tutti su azione, visto che l'unico rigore calciato quest'anno gli è stato respinto dal portiere avversario, a conferma che non è quella del tiro dal dischetto la sua specialità. Si tratta comunque di cifre importanti, che assumono ulteriore rilievo se si pensa che il calciatore in questione, neo capocannoniere assoluto per quel che riguarda il calcio dilettantistico della regione (dalla serie D in giù), fino a due anni fa era abitualmente impiegato a centrocampo. Tutto nacque poco meno di due anni fa, grazie ad una felice intuizione dell'allora tecnico Biagio Di Tillio. «La squadra era in emergenza», rammenta lo stesso Ragonese, «per quel che riguarda il reparto avanzato e così il mister decise di spostare il mio raggio d'azione qualche metro più avanti, confidando nella mia dimestichezza nel gioco aereo».
Come sia andata lo dicono i numeri nell'ultimo biennio: 14 reti la stagione scorsa, ben 42 nell'attuale. Anzi, in verità sarebbero 45 visto che al bottino di gol nel corso della regular season (e a quelli fa riferimento, per par condicio, la classifica finale del super bomber) vanno aggiunti i tre realizzati nei play off, tutte decisive per la promozione in Seconda conquistata dalla Valle del Tirino: quello all'Atletico Passo Cordone, in semifinale, ed i due al Picciano nella finale di domenica scorsa.
Tornando alla fase regolare della stagione, vale la pena di sottolineare quanto determinanti, per la sua affermazione in ambito regionale, si siano rivelati gli ultimi due turni di campionato. Nei quali Ragonese è stato capace di andare a segno ben otto volte, cinque contro lo Zanni e tre contro il Real Alanno. Un crescendo rossiniano che gli ha di fatto permesso di scavalcare, proprio in extremis, il centravanti campano Pasquale Maisto, fermatosi a quota 41. «Il primo a sorprendersi per un simile exploit», ammette con onestà l'interessato diretto, «sono proprio io. Sia perché non mi ritengo un bomber di razza, sia perché leggendo i nomi dei colleghi che ho preceduto c'è davvero da inorgoglirsi, vista la presenza di cannonieri da anni sulla breccia e di assoluta efficacia sotto porta. Quest'anno, insomma, è andata così e ne sono, ovviamente, felicissimo, avendo raggiunto un traguardo non preventivato alla vigilia. Traguardo per il quale devo però un doveroso ringraziamento ai miei compagni di squadra. Sia per gli assist che per il supporto morale, avendomi caricato strada facendo a suon di scommesse e, alle quali hanno preso parte anche diversi amici».
Altro motivo di vanto, per Ragonese, è il fatto di aver contribuito, con i suoi gol, alla splendida stagione della Valle del Tirino. «Soprattutto perchè si tratta della squadra del mio paese d'origine», sottolinea il miglior bomber abruzzese del 2018/2019, che chiude la sua chiacchierata con una dedica speciale, alla quale tiene davvero tanto. «E' vero», conferma Marco Ragonese, «un risultato così importante merita di essere condiviso con tutta la famiglia. Mio padre Mario, mia madre Damiana e mia sorella Veronica, che mi sono sempre stati vicini, condividendo con me ogni scelta di vita. Calcistica e non. E lo stesso vale per la mia fidanzata Ilaria, che pur non potendo essere presente fisicamente (risiede all'Aquila, ndc) mi ha comunque sostenuto a distanza».
Stefano De Cristofaro
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