Marinelli: «Pillon ha grandi meriti»

«Con lui la squadra ha reagito giocando anche un buon calcio»
PESCARA. Ieri mattina è rientrato da Venezia alle 4. Non avrebbe mai potuto rinunciare alla gara più importante della stagione. Il presidente onorario del Pescara, Vincenzo Marinelli, al triplice fischio ha tirato un bel sospiro di sollievo. Anche lui, come tutti i tifosi, aveva un po’ di timore dei play out che per fortuna sono stati scongiurati. «Abbiamo sofferto fino all’ultima giornata», dice Marinelli, «ma per fortuna ce l’abbiamo fatta. La serie B è un patrimonio che bisognava difendere a tutti i costi». La certezza di restare tra i cadetti è arrivata all’ultima curva, ma il Pescara si sarebbe salvato anche perdendo contro l’undici di Pippo Inzaghi, dal momento che l’Ascoli non è riuscito a battere il Brescia. «Sì, però la paura di essere risucchiati nello spareggio per non retrocedere ci ha accompagnati fino al termine della partita. Nelle ultime gare non si sa mai quello che può accadere. Guardate cosa è successo nel match tra Frosinone e Foggia. Il calcio è imprevedibile, ecco perché bisogna rimanere sempre concentrati». Ora la palla passa a Daniele Sebastiani che deve decidere sull’eventuale prolungamento del contratto di Bepi Pillon. «Tra qualche giorno si stabilirà il programma per la prossima stagione. Pillon ha saputo risollevare la squadra che dopo il suo arrivo ha reagito giocando anche un buon calcio. Inoltre, è una persona educata e disponibile che ha mostrato una grande voglia di fare».
Dalla metà degli anni Sessanta il nome di Marinelli è legato al Pescara. Dirigente, vicepresidente e presidente. Un legame fortissimo, rimasto tale anche quando, nel 1987, lasciò il club. In seguito, l’avventura nella Figc dove tuttora ricopre il ruolo di dirigente dell’under 21. Due anni fa è tornato in società chiamato da Sebastiani che lo ha nominato presidente onorario. E con il maggiore azionista ha instaurato un rapporto molto stretto. «Mi sono riavvicinato al Pescara grazie a lui. Sebastiani è un uomo intelligente e capace. Purtroppo in queste ultime due stagioni i risultati non sono stati buoni, però non bisogna dimenticare i traguardi raggiunti negli anni precedenti. Le due promozioni in A e anche il ritorno in B dopo il fallimento insieme agli altri imprenditori pescaresi. Dico solo che non merita un simile trattamento. Le contestazioni fanno parte del gioco, anch’io ne ho subite tante, ma le offese personali sono inaccettabili. La gente non capisce che non ci sono più imprenditori italiani disposti ad impegnarsi nel calcio. Roma, Inter e Milan e tanti altri club sono finiti in mani straniere. A Pescara l’alternativa a Sebastiani non esiste». (g.t.)
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