Marini: «Finalmente riesco a giocare come voglio io»

17 Dicembre 2014

L’ala rosetana: «Il sostegno dei compagni e del coach anche nei momenti difficili è stato fondamentale»

ROSETO. La gara vinta sul neutro di Recanati, domenica scorsa contro Omegna, oltre a due preziosissimi punti, ha regalato ai tifosi dell’Industrialesud Roseto un rinvigorito Pierpaolo Marini: «E’ vero, aspettavo da tempo di fare una gara così, sono felice di esserci riuscito».

In effetti le ultime gare disputate non erano state brillanti: «Ho avuto un avvio difficile, non riuscivo a trovare la fiducia nel gioco. Contro Omegna invece, ho fatto quello che so fare, anzi devo e voglio fare ogni domenica». Guardando ai tabellini, una gara ottima: 16 punti in 30 minuti, con un quasi perfetto 4 su 5 da due punti e facendo 2 su 5 dall’arco virile. Percorso netto poi ai liberi (2/2), con anche 2 recuperate per un buon 14 di valutazione. Numeri importanti per un ragazzo nato a Roseto, che forse in questo avvio di stagione ha sentito in modo particolare il peso della maglia biancazzurra: «Lo so che a guardarmi in faccia tradisco poco l’emozione», sorride Pierpaolo, «ma vi assicuro che ci tengo veramente a questi colori, è la squadra della mia città ed io sono orgoglioso di vestire questa maglia». Come vede quest’inizio di stagione? «Siamo partiti con difficoltà e sicuramente poco aiutati dalla fortuna», racconta l’ala biancazzurra, «abbiamo perso troppe volte per una manciata di punti e questo poteva destabilizzarci».

Invece con l’addio ad Usher qualcosa è cambiato: «In meglio direi», concorda l’Obama rosetano, «Jackson capisce il gioco, è incredibile con che facilità si è inserito nel gruppo».

E poi con lui la palla gira meglio sul perimetro e nascono così situazioni importanti anche per i suoi tiri dall’arco: «E’ non averne approfittato fino a domenica mi fa veramente rabbia», sorride con una punta di amarezza, «come tutti vorrei sempre dare il massimo sul parquet e quando non ci riesci ti arrovelli alla ricerca di una soluzione. Per fortuna il coach e i compagni di squadra non mi hanno mai fatto mancare il sostegno, e sono felice di averli ripagati. Ma siamo solo all’inizio!».

Quest’anno siete in due, rosetani in maglia Sharks: sotto canestro anche Ferraro è in una fase di crescita: «Inno è una persona super sia in campo che fuori», sorride il giocatore degli Sharks, «quando qualche settimana fa stavamo perdendo un po’ troppo, ci guardavamo in faccia consci delle nostre arrabbiature. Ci teniamo entrambi a fare bene a casa nostra, sono sicuro che miglioreremo ancora quando rientreranno Bryan e Carenza».

Intanto vi aspetta la trasferta insidiosa a Latina: «Quella pontina è una squadra pericolosa, viene da una serie lunga di sconfitte ma a leggere il roster si trovano tanti buoni giocatori; è facile attendersi una reazione sul campo, anche perché avranno il nuovo coach (dovrebbe essere in pole position un ex amatissimo a Roseto come Attilio Caja, ndc) ma noi per questo dovremo esser pronti, anche se dovessimo essere di nuovo solo in sei a giocare».

Marco Rapone

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