Marini, un rosetano nell’Italbasket

Il 24enne dello Jesi per la prima volta nella selezione azzurra: «Soddisfazione enorme. Gli Sharks? Sono felice per la salvezza»
ROSETO. Il raduno della Nazionale di basket iniziato l’altro ieri all’Acqua Acetosa di Roma, ha una novità in chiave rosetana: a 3 anni dalla convocazione in nazionale sperimentale, a vestire la maglia azzurra c’è Pierpaolo Marini, ala piccola classe 1993 che dopo aver indossato la canotta degli Sharks nella scalata dalla C1 fino alla A2, ha chiuso l’ultima stagione con la maglia di Jesi producendo 14,4 punti per gara (terzo italiano assoluto), quasi 7 rimbalzi e 2 assist: numeri importanti che hanno convinto il ct Meo Sacchetti a chiamarlo per questo primo mini raduno, in vista delle due gare di qualificazione al Mondiale 2019.
Marini, quanto la fa felice la convocazione?
«Tantissimo, è una chiamata a cui proprio non pensavo, ma che mi rende orgoglioso ed ha regalato una gioia immensa alla mia famiglia».
Si lavora parecchio?
«Sono giornate intense. Fino a sabato sarà sveglia presto, pranzi, cene ed allenamenti: non è una vacanza, ma non mi importa perché sto facendo quello che più mi piace. Non mi lamento, del resto chissà in quanti vorrebbero stare qui al posto mio».
Il ct Sacchetti chiamandola dall’A2 che messaggio ha lanciato?
« Per me è una grande soddisfazione che abbia apprezzato il lavoro svolto quest’anno a Jesi».
È corretto dire che con l’innesto di Green a gennaio ha fatto un nuovo salto di qualità?
«È un giocatore fortissimo ed esperto, col suo arrivo gli equilibri sono cambiati in meglio, così come la qualità del nostro gioco. Ma non dimentico di dire grazie ad italiani forti come Rinaldi ed Ihedioha: con loro per me è stato più facile ed insieme siamo riusciti a riportare Jesi ai playoff dopo ben 9 anni d’assenza».
Lo sa che gli jesini si sono un po’ preoccupati a leggere sui social il suo messaggio di saluto?
«I miei erano solo ringraziamenti per una città che mi ha accolto e coccolato. Per il futuro non so cosa succederà, vedremo col mio agente le offerte che arriveranno per fare la scelta migliore».
Ma alla Serie A ci pensa? «Ovvio che è un mio obiettivo quello di arrivarci, ma lo farò solo se ci saranno le condizioni giuste per me: finora ho sempre giocato tanti minuti e non mi ci vedo a stare troppo seduto in panchina».
Ha trovato facce conosciute a questo mini raduno azzurro?
«C’è Polonara che seguivo quando giocava a Teramo, ed anche Davide Moretti che come me da piccolo ha giocato nel Trofeo Ministars d’estate a Roseto. Ma ci conoscevamo un po’ tutti».
Coach Sacchetti l’ha scelta, ma per motivi di salute non c’è in questi giorni. Ha pensato a come ringraziarlo?
«Intanto gli faccio gli auguri di pronta guarigione. E poi spero che riesca a venire qui per dirgli grazie e capire cosa vede in me».
Cosa pensa del suo Roseto, salvatosi all’ultima gara?
«Che mi dovrebbero ringraziare visto che quest’anno gli abbiamo lasciato tutti e 4 i punti in palio! Scherzi a parte, mi fa molto piacere che siano riusciti a restare in A2, penso sia stata un’impresa forse anche più difficile di quella della stagione precedente: auguro alla società ed ai tifosi solo il meglio per il futuro».
Il 10 giugno ci sarà il secondo mini raduno: le piacerebbe esserci di nuovo?
«Magari! Considero questa avventura come un nuovo punto di partenza per la mia carriera, farò tutto il possibile per meritarmi una nuova convocazione in azzurro».
Marco Rapone
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