Marino: «I giovani? Con me sono esplosi...»

Torna a parlare l’ex tecnico: ho preferito stare zitto, ma quante bugie dette sul mio conto
PESCARA. È tornato a parlare dopo un lungo silenzio. Pasquale Marino ha lasciato la panchina del Pescara il 22 febbraio scorso, dopo la sconfitta dei biancazzurri a Bari. È stato esonerato dopo sei ko consecutivi, che hanno indotto i dirigenti pescaresi a sostituirlo con Serse Cosmi. «Per me era doveroso stare zitto fino alla fine del campionato», ha detto ai microfoni del tg3. «Non volevo destabilizzare l'ambiente o creare problemi alla società». Marino ieri era nella sua Marsala a godersi il rovente sole siciliano. Sfoglia l’album dei ricordi ed ecco che salta fuori un po’ di nostalgia. «A Pescara sono stato molto bene e mi è dispiaciuto per come è andata a finire».
Il Delfino aveva puntato forte su Marino, ma le cose non sono andate per il verso giusto. «Eravamo terzi in classifica al termine girone d'andata, poi, però, abbiamo perso alcune partite, alcune anche immeritatamente, ed è arrivata la decisione della società, ovvero mandarmi via. Le sei sconfitte consecutive hanno portato all'esonero. Mi dispiace perché siamo usciti dal campo sconfitti ma con gli applausi del pubblico».
Il campionato del Pescara non era cominciato nel migliore di modi...«Non è facile partire dal basso della classifica e arrivare terzi in graduatoria», racconta Marino, «ma noi ci siamo riusciti. Le statistiche ci davano ai primi posti, ma non facevamo gol». Marino non si tira indietro: «Durante il periodo nero ci sono stati errori anche da parte mia. Quando le cose non vanno è normale che le responsabilità siano anche del tecnico».
Dopo l’esonero non ci sono stati più contatti con la società, specie con il presidente Sebastiani «Con lui ci sarà modo di chiarire tutto. In questo momento il presidente deve pensare ad altre cose, ma più avanti riusciremo a parlarci. Il rapporto di lavoro è finito, ma fino all'esonero abbiamo sempre lavorato in sintonia. Lui, Marinelli, Paglione e Iannascoli mi hanno sempre sostenuto. Con loro ho sempre avuto un grande rapporto». A Pescara, Marino è stato spesso messo sulla graticola per non aver dato la possibilità ai giovani di mettersi in mostra: «Qualcuno mette in giro voci che non esistono», dice un po’ infastidito. «Se ci riferiamo al Pescara, i giovani pronti hanno giocato tutti. Parlo di Politano, che ha preso il posto di Cutolo, che per me è un giocatore forte, poi Brugman, che è un giocatore di proprietà del Pescara ed è stato anche eletto miglior centrocampista della B per quel ruolo, ma anche Ragusa e Maniero, anche se non sono più giovanissimi, hanno disputato un gran campionato come non avevano mai fatto prima nella loro carriera. I giovani pronti hanno giocato tutti, guardate Zuparic…Forse per Viviani (passato a gennaio al Latina)c'è un po' di rammarico, ma se giocava Brugman non poteva giocare Viviani, perché sono due organizzatori di gioco. Questi sono dati di fatto…le altre sono chiacchiere», ed ecco che il discorso si infiamma. «Chi dice che io non lavoro con i giovani sbaglia. Ho lanciato Asamoah, Isla, Sanchez, Izco, Biagianti e tanti altri, che con me hanno anche conquistato la nazionale. Se qualcuno punta il dito su di me deve documentarsi per bene».
Marino, dati alla mano, è andato molto meglio di Serse Cosmi. «Per chi arriva in corsa è più difficile. Ho grande rispetto per Cosmi e i numeri non servono…».
A Pescara si parla, come era già successo l’anno scorso, del ritorno di Zeman: «Me lo auguro perché potrebbe essere una bella soluzione per ripartire con entusiasmo». Marino adesso aspetta la chiamata giusta per tornare in pista. «Vedremo. Sono ancora contrattualmente legato al Pescara e vedremo se ci saranno proposte da valutare».
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