Marino, un tuffo nel passato: «Delfino in vetta con merito»
Il tecnico dello Spezia in biancazzurro nel 2013: «Non sono stupito dal Pescara» Confermato il 4-3-3. Galabinov recupera e gioca al centro del tridente offensivo
SPEZIA. La sua avventura in biancazzurro era partita benissimo con ottimi risultati, prestazioni da applausi e primi posti della classifica. Era la stagione 2013-2014, quella dopo la retrocessione dalla serie A, e Pasquale Marino in poco tempo riuscì a ridare entusiasmo alla piazza dopo il cocente ritorno in B. Girone d’andata da urlo, chiuso con il 4° posto in classifica, poi, passata la sosta invernale, l’involuzione (soprattutto atletica) e sei sconfitte consecutive che gli costano la panchina. «Per me resta un grande allenatore», è la frase che ripete spesso il presidente Daniele Sebastiani che il 22 febbraio 2014 dovette licenziare il tecnico di Marsala e chiamare Serse Cosmi per salvare una stagione che stava prendendo una brutta china. Ora Marino è sulla panchina dello Spezia, si gode il terzo posto ed è pronto per far saltare i piani di battaglia del Pescara. «Affrontiamo una squadra che non ha mai perso e i numeri non mentono mai», spiega Marino, che per la gara di stasera, nel tridente d’attacco, recupera il bomber Galabinov. «I biancazzurri finora hanno espresso anche un bel calcio, sono primi perché lo meritano. Il coefficiente di difficoltà è elevato e noi dovremo presentarci al massimo della nostra espressione, curando ogni dettaglio». Il 56enne allenatore dei liguri è pronto a tendere la trappola al Delfino, che sarà accolto dalla bolgia dello stadio Picco con oltre 7mila spettatori (circa 300 da Pescara). Marino, da avversario, nelle gare casalinghe non ha mai perso (due pareggi e una vittoria). L’ex tecnico di Genoa, Parma e Frosinone, però, non si fida e mette tutti in guardia. «Dopo sette-otto partite si delineano i valori del campionato. Se il Pescara è lì è perché ha avuto la costanza di fare sempre risultato. Se vedo la loro panchina vedo calciatori che sono stati protagonisti in serie B in altre stagioni. È un organico ben costruito e allenato con intelligenza e raziocinio». Tanti complimenti per il suo collega Pillon, che come Marino è un grande ex della sfida avendo giocato 4 anni a La Spezia. (l.d.m.)
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