Marotta: Inter, ci sono le premesse per vincere

Domani i nerazzurri contro la Lazio, il dirigente: «Mente chi dice che non volevo Ronaldo alla Juve»
MILANO. «Sono stato catapultato all'Inter, ma qui ci sono tutte le premesse per vincere». Così l'amministratore delegato dell'Inter Beppe Marotta, intervenuto ieri all'evento Il Foglio a San Siro. «Avrei voluto finire la carriera in altro modo, con la Juve è successo quel che è successo. Ora metto a disposizione tutta la mia esperienza per vincere con l'Inter, anche se non sarà facile. Sono arrivato in una società molto forte, con azionisti che vogliono arrivare in alto. Adesso non bisogna mettere a posto solo i bilanci ma cercare anche di vincere».
Poi Marotta si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «È falsa la storia che non volevo Cristiano Ronaldo alla Juventus. Come ad sapevo che non c'era la sostenibilità economica per farlo, ma Andrea Agnelli, con grande intelligenza e lungimiranza, si prese tempo per decidere e poi ci disse che si poteva fare. È stato un atto di grande coraggio da parte di Agnelli, una operazione straordinaria anche perché Cristiano è un grande campione, che mette il calcio davanti a tutto. Le parole di Nedved sul fatto che non fossi mai stato juventino? Poi ci siamo chiariti, ma io ho sempre messo professionalità davanti al tifo». Sulla questione stadio Marotta non entra nel merito e preferisce concentrarsi sull'allestimento di una rosa competitiva: «Tutti parlano di struttura ma lo stadio è un contenitore di emozioni, bisogna garantire lo spettacolo in campo con giocatori forti».
Infine, sul tema Icardi: «Mi riconosco la qualità della diplomazia, il saper gestire momenti difficili con la leadership, senza sbraitare. Con Icardi ho cercato di stemperare tensioni nell'interesse di tutti. In una società alcune dinamiche non possono esser rese pubbliche, ma le decisioni vanno prese con grande senso di responsabilità. L'allenatore deve gestire al meglio le risorse, la società deve proteggere l'allenatore e insieme bisogna prendere decisioni per il gruppo. Non vale solo per Icardi, è un discorso in generale. In fondo, nella mia carriera ho avuto nello spogliatoio il figlio di Gheddafi... ormai sono esperto».
Domani sfida alla Lazio. Spalletti opterà per il solito 4-2-3-1. Il dubbio più grande riguarda il centravanti. Lautaro Martinez è out a causa di una distrazione muscolare al retto femorale della coscia destra. Al suo posto l’ipotesi più concreta prevede la presenza di Keita, che quindi agirebbe come unica punta con Icardi inizialmente in panchina. Fuori per infortunio anche De Vrij, che verrà sostituito da Miranda. A centrocampo si vedrà Borja Valero, che si muoverà nei tre dietro alla punta, con Politano e Perisic sulle fasce.
Il tecnico della Lazio, Simone Inzaghi, deve scegliere il partner di Immobile. Al momento il favorito sembra Correa, in leggero vantaggio su Caicedo.

