Marotta: «Limitare il potere delle Asl»

7 Gennaio 2022

L’Inter non scende in campo a Bologna e l’amministratore delegato traccia la rotta

BOLOGNA. «Oggi c’è grande confusione, abbiamo prese di posizione delle Asl che decidno e assistiamo a una cosa anomala. Manca chiarezza e quindi obiettivo è stilare un protocollo, avere un confronto con il governo che a sua volta deve comportarsi con Cts e Ministero della Salute per avere una visione chiara. Nel momento in cui viene data possibilità alle Asl di decidere ci troviamo a decisione diverse». Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta (nella foto). «Con la terza dose obbligatoria per tutti gli atleti il campionato potrebbe avere la sua fluidità». Queste parole hanno concluso una giornata surreale per l’Inter, che mercoledì sera, mentre era in treno verso l’Emilia, ha capito che la Asl avrebbe messo in bolla il Bologna, impedendo lo svolgimento del match. Ieri mattina, tutto come se niente fosse. Alle 11.36 Bastoni e Ranocchia erano sul terreno di gioco per la consueta ricognizione, seguiti dalla terna arbitrale. Inzaghi dà indicazioni ai suoi perché di fatto la seduta diventa un vero e proprio allenamento, con tanto di partitella tra titolari e riserve. Tutto (o quasi) come se si giocasse. Con la piccola differenza che le tribune erano desolatamente vuote e che nell'altra metà campo non si stavano scaldando anche gli avversari. L'Inter ha atteso 45' prima che l'arbitro Ayroldi di Molfetta fischiasse la fine della partita che non c'è. Nel frattempo la Lega serie A ha aggiornato il protocollo, deliberando che con 13 giocatori negativi in rosa (Primavera inclusi e almeno un portiere) si va in campo, pena altrimenti lo 0-3 a tavolino. Il sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali, annuncia una cabina di regia proprio per rendere uniformi le decisioni. E mercoledì infatti è stato fissato l'appuntamento governo-regioni- Federcalcio per uscire dall'impasse e garantire il regolare svolgimento del campionato.