Marotta: noi vincenti anche con il Var

Il dg bianconero: «Le polemiche degli altri ci hanno dato la carica. Allegri? Resta, ci vedremo la prossima settimana»
TORINO. Avanti con Allegri, oppure no. Il dilemma si ripresenta in casa bianconera, anche dopo la conquista del settimo scudetto consecutivo e la quarta accoppiata campionato-Coppa Italia. Per il momento siamo alla fase delle schermaglie verbali: «Se non mi mandano via, resto anche il prossimo anno», ha detto l'allenatore, nella festosa notte all'Olimpico di Roma. E ieri Beppe Marotta, a.d. e direttore generale della Juventus, ha ricordato il contratto con il tecnico, che scadrà solo nel 2020, ma non ha escluso di fatto un divorzio consensuale: «Sappiamo che questo (il contratto, ndr) è relativo».
«Il rapporto tra la società e Allegri ha funzionato al massimo, credo che si possa continuare», ha precisato Marotta, lasciando però molta suspense e la porta aperta, con il rimando all'incontro in agenda «la prossima settimana». Dopo la festa, che la Juventus vorrebbe fare in città oltre che all'Allianz Stadium, nella passerella con il Verona, il presidente Andrea Agnelli, Marotta e Allegri si vedranno per la decisione definitiva. «Faremo le valutazioni partendo dalla volontà dell'allenatore», ha spiegato il dg bianconero. «Tutto dipende dagli stimoli», aveva detto giorni fa il tecnico, restando sul generico, a proposito delle sue decisioni a fine stagione, quest'anno come tutti gli altri precedenti. E se l'ennesimo assalto alla Champions alla guida della Juventus è uno stimolo più che valido, lo è anche cominciare un'esperienza all'estero, in un altro campionato prestigioso, come la Premier League. Senza più incombenze di risultati, Allegri avrà tutto il tempo per riflettere, mentre la Juventus celebra quello che è anche il primo scudetto con il Var: «Era importante vincerlo anche quest'anno, ci siamo riusciti», ha rimarcato Marotta. «Siamo sempre stati tacciati di avere rubato i risultati, questo campionato ha dimostrato che con Var o senza Var la Juventus è sempre vincente. È uno strumento utilissimo, va perfezionato e vanno estesi i campi di intervento». La vera differenza a trovare la spinta verso l'ennesimo trionfo in Italia, sono state, secondo Marotta, le critiche: «Più ci attaccavano più ci caricavamo. La Juventus ha questa grande forza, di resistere a critiche qualche volta eccessive, che si trasforma poi nella nostra capacità di non morire mai». Che gli attacchi e i veleni abbiamo dato nuovo slancio ai bianconeri lo riconosce anche il vicepresidente Pavel Nedved: «Le polemiche degli altri ci hanno dato la carica, il Napoli ci ha dato lo stimolo in più. Perché rivincere quest'anno è stato più difficile che mai: le motivazioni dei giocatori erano indirizzate soprattutto sulla Champions, gli stessi tifosi a inizio anno non avevano la giusta carica per il campionato, ma la voglia di dimostrare di essere i più forti alla fine ci ha dato la spinta per vincere ancora».
Giovedì l’addio di Buffon? Giovedì, ore 11,30, Allianz Stadium. Potrebbero essere questi la data e il luogo dell'addio al calcio giocato. Tramite un comunicato stampa la Juventus ha infatti annunciato che giovedì Gigi Buffon parlerà in conferenza stampa. Non c'è certezza sul contenuto delle parole del numero uno azzurro, ma tutto porta a pensare che Buffon annuncerà la propria decisione di appendere i guantoni al chiodo in modo da salutare poi il popolo bianconero nell'ultima passerella della Juventus allo Stadium contro il Verona, anticipata proprio per favorire i festeggiamenti.
Angelo Caradonna

