Marquez domina, Rossi è uno spettacolo

Lo spagnolo si avvicina al titolo iridato, il Dottore conquista il quinto posto correndo a 23 giorni dall’operazione
ALCANIZ (Spagna). Prove di fuga per Marc Marquez, di stoicismo per Valentino Rossi. Con il successo nel Gran Premio di Aragon, il quarto negli ultimi sei, il campione del mondo in carica della MotoGp ha dato un deciso strappo alla classifica del mondiale, mettendo 16 punti tra la sua Honda e la Ducati di un deluso Andrea Dovizioso, solo settimo. Tutto questo quando mancano quattro gare alla fine. Detto di un podio tutto spagnolo, con il secondo posto di Dani Pedrosa ed il terzo di Jorge Lorenzo (sempre più padrone della Ducati), va reso onore al coraggio di Valentino Rossi, vincitore morale. La quinta piazza (lo ha preceduto anche Maverick Vinales, suo compagno in Yamaha) vale come una vittoria per come è stata ottenuta, ad appena 24 giorni dall'intervento alla gamba destra, fratturata mentre si allenava con la moto da enduro a fine agosto. E se la Yamaha non avesse pagato la cronica mancanza di trazione che da inizio stagione l'affligge in gara, magari avrebbe potuto arrivare anche più su. Partito terzo, Rossi è stato a lungo secondo dietro Lorenzo, prima di essere passato da Marquez, Pedrosa e Vinales. Le ultime tornate sono state una sofferenza, ha ammesso, ma il fisico comunque ha retto, consentendogli di non mollare. Prima del trittico di prove asiatiche (Giappone, Australia e Malesia concentrate nel mese di ottobre) Marquez è salito a 224 punti, seguito da Dovizioso con 208, Vinales 196, Pedrosa 170. Lo spagnolo ha scavalcato proprio Rossi, quinto con 168. Ottima la partenza di Lorenzo che ha passato subito Vinales, rimanendo in testa fino a 8 giri dalla fine, quando la gomma morbida montata al posteriore era ormai alla frutta e l'hanno passato sia Marquez che Pedrosa. «Successo importante per mettere un piccolo gap sugli inseguitori», ammette Marquez, «ma mancano ancora quattro gare e tutto può succedere. Comunque meglio stare davanti da soli che in compagnia». Sorride Lorenzo che ha bissato il terzo posto di Jerez: «La prima vittoria ormai è molto vicina, magari potrebbe arrivare già a Motegi, la mia pista preferita. Ogni gara capisco la moto un po’ di più. Manca solo un pelino di velocità a centro curva». Nel box Ducati l'entusiasmo del maiorchino contrasta con la delusione di Dovizioso: «Abbiamo pagato a caro prezzo l'aver girato poco venerdì» a causa della pioggia, è stata la sua spiegazione. «Non siamo riusciti a trovare un set up ideale per questa pista su cui abbiamo sempre fatto molta fatica. Non penso che la scelta delle gomme (soft, ndr) sia stata sbagliata. Oggi la differenza l'ha fatta la capacità di adattamento del pilota al circuito. Aragon è un tracciato di grande scorrevolezza e questo aspetto non è tra i miei punti di forza. Non essendo veloce in alcuni tratti della pista ho forzato in altri consumando in fretta gli pneumatici. Alla fine era in grande difficoltà. I 7 secondi di distacco si possono spiegare così». Doppietta italiana in Moto2 dove Franco Morbidelli si aggiudica la sua ottava gara stagionale davanti a Mattia Pasini (terzo podio per lui dopo Mugello e Silverstone) e aumenta così il suo vantaggio in classifica su Thomas Luthi, che si è dovuto accontentare della quarta piazza: 248 punti per il 22enne pilota romano contro i 227 dello svizzero. Titolo iridato sempre più vicino in Moto3 per Joan Mir, che centra l’ottava vittoria stagionale.

