Marquez, trionfo e sigillo sul Mondiale

Il campione spagnolo la spunta nel testa a testa con Dovizioso, male Rossi che finisce ottavo e confessa: sono preoccupato
ARAGON. Un testa a testa fino dall'inizio alla fine che ha visto trionfare ancora una volta Marc Marquez. Il campione del mondo della Honda lotta per tutto il Gran Premio di Aragon con un indomito Andrea Dovizioso ben spinto da una super Ducati dando la stoccata finale a tre giri dalla fine quando passa la Rossa numero 4 allungando fino al traguardo tra gli applausi del suo pubblico.
Un successo quello di Marquez che mette praticamente la parola fine sul Mondiale. Lontanissimo sia in classifica che nella prestazione Valentino Rossi che, con la sua ormai sempre più balbettante Yamaha, non va oltre un inutile ottavo posto senza mi entrare nel vivo della gara. Va ancora peggio all'ex compagno-rivale del dottore, Jorge Lorenzo, che partito dalla pole cade subito dopo il semaforo verde rimediando la lussazione dell’alluce e una microfrattura al piede destro. A dare spettacolo ad Aragon è anche la Suzuki di un ritrovato Andrea Iannone, il prossimo anno in Aprilia, che riesce a intromettersi nella sfida tra titani targata Marquez-Dovizioso. Ad un certo punto della gara il pilota vastese è sembrato addirittura in grado di lottare con loro per la vittoria, ma alla fine deve accontentarsi di un bel podio davanti al compagno di scuderia Alex Rins che correva in casa. «Mi sono preso anche dei rischi mettendo un altro tipo di gomma e siamo riusciti a fare una battaglia memorabile», racconta Marquez al termine della corsa con gli occhi lucidi di fronte ai microfoni, tanta è la gioia per una vittoria che lo avvicina ancora di più al trionfo nel Mondiale piloti della MotoGp. «Eravamo testa a testa», spiega il pilota spagnolo della Honda, «ad un certo punto mi sono ritrovato a bordo pista sul punto di cadere».
Con la vittoria di oggi Marquez schizza a quota 246 punti con un +68 su Dovizioso ed un +87 su Rossi a cinque gara dalla fine della stagione. «Questo è il nostro potenziale al momento», racconta un rassegnato Valentino Rossi, «considerando che sono caduti Lorenzo, Crutchlow e anche Bautista probabilmente avremmo fatto fatica a entrare nei primi dieci. E questo è abbastanza preoccupante». Rossi ai microfoni di Sky Sport non cerca scuse per l'ottavo posto raccolto nel Gran Premio. «Ieri è stata la giornata più difficile del weekend, abbiamo fatto delle modifiche ma facevo ancora più fatica e mi sono un po’ rassegnato», afferma il pilota della Yamaha, «è stato un errore, se avessi continuato a fare meglio il mio lavoro magari sarei riuscito a partire una fila davanti e ad arrivare uno o due posizioni più avanti. Non è difficile lavorare, ma bisogna fare le cose giuste».
L’amarezza è tanta. «Siamo in difficoltà, dalla Ducati c'è un secondo e mezzo a giro di distacco, un'enormità», evidenzia Rossi, «la moto è questa da un po’ di tempo ed è la cosa più preoccupante. Gli altri invece hanno fatto un grande step: la Suzuki, la Honda, la Ducati e oggi è andata forte anche l'Aprilia». Con un’ottima gara, Aleix Espargaró ha colto infatti il sesto posto a nove secondi da Marquez. Su quest’ultimo si scatena l’ira di Lorenzo che ritiene il futuro compagno di squadra responsabile della sua caduta. «Sono impotente e arrabbiato, con il sorpasso di Marquez non ho potuto affrontare la curva come avrei voluto», afferma, «il suo è stato un blocco e per non perdere posizioni ho dovuto allargare e dare potenza entrando nella zona sporca: la mia gara è stata rovinata».
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