Marras: la lezione di Padova ci ha fatto crescere

Brugman: «Carattere e voglia, tutti rispondono alla grande». Monachello: «Orgoglioso dei due gol»
LA SPEZIA. Il miracolo di Fiorillo (che è stato il rimpianto maggiore per Pasquale Marino) su Galabinov, la grande prestazione dei centrocampisti e il doppio graffio di Gaetano Monachello. Per l’attaccante siciliano si tratta della prima doppietta in biancazzurro (l’ultima l’aveva siglata ad aprile contro la Cremonese con la maglia dell’Ascoli) e di altri due gol pesanti dopo quello valso il pareggio a Brescia. «Sono soddisfatto ed emozionato», ha detto Monachello, «ho recuperato all’ultimo per questa partita e segnare due gol è un grande orgoglio. La serie A? E’ presto parlare di questo obiettivo, resta una bella vittoria ma dobbiamo restare umili, volare bassi per poi tirare le somme a fine anno».
Ad imprimere il proprio marchio sulla partita è stato Leonardo Mancuso col primo gol. Ma anche chi non ha segnato ha fatto la sua parte, il proprio dovere (e che dovere!) come il solito Manuel Marras che ormai non è più una sorpresa. Da giocatore debuttante a uomo quasi insostituibile per Pillon che può contare su un calciatore duttile. «Io ci metto impegno e sacrificio, sono caratteristiche che avrò sempre per la squadra perché il mio primo obiettivo è aiutare il mister ed i compagni. Mi fa piacere che la squadra stia rispondendo bene, stiamo dicendo la nostra su ogni campo, dove giochiamo e imponiamo il nostro gioco». Marras è entrato nei due gol di Monachello a corredo di due belle azioni, concluse dall’attaccante scuola Atalanta. «La prima è stata forse più bella, probabilmente avremmo potuto concludere in porta anche prima poi è stato bravo Gaetano. Il secondo gol è una sua invenzione, anche se io l’avevo già visto quel movimento». Parlare di serie A ad un calciatore che fino allo scorso anno militava in terza serie è un po’ una forzatura, tant’è che l’attaccante del Pescara glissa subito. «Dobbiamo andare avanti per la nostra strada e pensare solo a proporre gioco. Abbiamo 18 punti, dobbiamo pensare che ne potevamo avere di più dato che a Padova abbiamo preso due gol nel finale, pareggiando una partita vinta. Quella lezione però è servita, perché nei dieci minuti in cui lo Spezia è stato pericoloso abbiamo messo in campo qualcosa in più».
Anche il capitano, Gaston Brugman, autore di una prova eccezionale a centrocampo, preferisce tenere i piedi ben piantati a terra.
E’ innegabile che questo Pescara sta crescendo e il segreto, per l’uruguaiano, sta nella forza del gruppo. «La squadra ha dimostrato di avere carattere e voglia, il fatto di non aver ancora perso qualcosa vorrà dire. Tutti stanno rispondendo alla grande e devo dire che vedere la grinta che ognuno mette su qualsiasi palla è bello, ti viene da giocare sempre meglio». Se poi in mezzo al campo hai uno con la visione di gioco di Brugman ti viene più facile. «Il merito è di tutti, in mediana ad esempio ho accanto due giocatori eccezionali, ma anche quelli che subentrano fanno sempre bene e ti fanno diventare tutto semplice». (p.m.)
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