Marruganti, un senese con Teramo nel cuore

17 Agosto 2015

Dopo i sette anni di esperienza in Abruzzo è presidente e ds della nuova Mens Sana che gioca in A2

TERAMO. Dopo sette anni a Teramo e una stagione e poco più a Lucca, il ritorno a casa. Lorenzo Marruganti, ex general manager di Teramo, è stato chiamato per ricostruire e riportare il basket ad alti livelli nella “sua” amata Siena. «Per me, che sono senese, è stato un motivo di grande orgoglio tornare a casa. Sono tornato, purtroppo, dopo un disastro sportivo che ha colpito la Mens Sana ma è gratificante sapere che si è puntato su di me per ricostruire». Dopo aver vinto, subito, il campionato di B come direttore sportivo, lo scorso 24 giugno, per ottemperare alle normative Fip, è stata costituita una nuova società, la Mens Sana Basket 1871. E per Lorenzo Marruganti, anche un po’ a sorpresa, si è spalancata la porta per un nuovo doppio ruolo. «Mi hanno chiesto di svolgere anche il ruolo di presidente. Per me è in assoluto la prima volta, è un onore grandissimo ma anche un onere. Ho svolto sempre il compito di direttore sportivo mentre, per la prima volta, sarò anche presidente. Adesso inizia un periodo di lavoro duro e impegnativo, da affrontare con grande entusiasmo». Il nuovo presidente-ds, in vista della stagione in A2, per la panchina ha puntato sul sicuro chiamando Alessandro Ramagli. «Di Alessandro, nel suo percorso a Teramo, ho avuto modo di apprezzare le qualità tecniche e professionali ma soprattutto umane. Abbiamo condiviso insieme momenti difficili compiendo vere e proprie imprese. In A2 per me è un lusso come allenatore e sono convinto che farà molto bene». Per gli sportivi teramani in particolare l’11 e 12 settembre, c’è l’occasione di rivedere sia Marruganti sia Ramagli nel torneo organizzato all’Aquila con Siena, Roseto, Chieti e Rieti. «Ho incontrato Roberto Nardecchia a Siena. Una persona che già ammiravo quando arbitrava ma che ho imparato ad apprezzare, ancor di più, durante la mia permanenza in Abruzzo. Appena mi ha proposto la possibilità di venire all’Aquila non ci ho pensato due volte. Siamo molto onorati, come società, di essere presenti al Pala Angeli». Sette anni vissuti a Teramo. Ricordi particolari? «Sono tanti. Ho vissuto l’epopea della pallacanestro a Teramo. Ci siamo sempre salvati e, già di per sé, questo è un risultato straordinario. Ma abbiamo raggiunto risultati ancor più incredibili come il terzo posto finale, i play off, la partecipazione alla Coppa Europea dove ricordo di aver giocato a Berlino davanti a 12 mila persone e perso solamente all’ultimo secondo. Ma posso citare anche i giocatori che, nel corso degli anni, sono arrivati a Teramo come Clay Tucker e Jaycee Carroll o il contratto svanito all’ultimo con Jeremy Lin, poi finito a New York. Posso ricordare anche il grande affetto del pubblico teramano, il palasport sempre pieno». Il momento più bello? «La salvezza del 2007 colta a Porto San Giorgio contro Montegranaro o l’anno del terzo posto finale. Come azione da gioco mi rimarrà sempre viva nei ricordi la tripla all’ultimo secondo e la conseguente corsa verso i tifosi, di Brandon Brown e la vittoria contro Milano nell’ultimo anno». E quello più brutto? «Sicuramente il modo in cui è finito il basket a Teramo». Le piace la nuova formula della A2? «Mi piace il fatto che, finalmente, sia unica seppur divisa in gironi. Il livello è molto alto vista la presenza di Roma, Treviso, Fortitudo Bologna, Verona oltre a Siena. Mi piace chiamarla una A bis più che A2». Come si esce fuori dal momento di crisi del basket italiano? «Bisogna lavorare molto sui giocatori. Non basta solo proteggerli con le norme. Si deve puntare sul reclutamento di istruttori e soprattutto di strutture. La pallacanestro è uno sport che ha un potenziale straordinario ma c’è il concreto rischio che venga sorpassata da altri sport». E la Nazionale in vista dei prossimi Europei? «Credo sia la nazionale più forte di tutti i tempi, ci sono ben quattro giocatori Nba e sono convinto che potrà fare molto bene».

Matteo Falzon

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