Marzoli: Sharks forti Proger con meno pressioni

30 Novembre 2016

Il coach teatino fa le carte alla sfida del PalaMaggetti: saranno determinanti gli americani per entrambe le squadre, ma occhio anche a Amoroso, Mei e Sergio

ROSETO. Un derby si sa, è sempre un match speciale, e quello di domenica al PalaMaggetti tra Roseto Sharks e Proger Chieti, non farà eccezione.

A fare le carte al derby di A2 di basket, è l’abruzzese Nino Marzoli.

Coach, il derby per il titolo di Regina d’Abruzzo, è solo una sfida che vale due punti?

«Un derby non è mai una gara come le altre, per tutta una serie di implicazioni tecniche, ma anche di campanile. Le squadre ci arrivano da due sconfitte, e questo renderà la gara ancora più avvincente. Le due abruzzesi, pur lontane tra di loro in classifica, andranno alla caccia di due punti pesantissimi. I padroni di casa vengono dipinti come la sorpresa del campionato, ma per me non è così, da quando a una settimana dall’inizio del campionato aggiunsero un fenomeno come Amoroso. Se poi ci mettiamo questo Smith che segna tanto e spreca poco, si capisce perché possono essere più ambiziosi di una salvezza».

E Chieti? Anche i teatini sono partiti con lo stesso obiettivo, ma hanno vinto meno.

«Chieti sperava in un avvio meno sofferto, ma è stata capace di vincere fuori casa».

Quali sono i punti di forza dei due team?

«Dal punto di vista mentale Chieti avrà il vantaggio di giocare con meno pressioni; mi aspetto di più dai due Usa, Golden e Davis, ma anche Sergio può essere importante. Dei rosetani invece, mi piace molto la loro capacità di mettere in campo tanti tipi di difesa a zona, cosa che ha messo in difficoltà molti avversari. E poi mi piace la leadership di Fultz, che ispira i suoi con grande visione di gioco».

Quali pericoli per le difese?

«Per gli Sharks il capocannoniere Smith, immarcabile: in molti hanno provato a contenerlo con staffette difensive e chissà, magari uno come Piccoli potrebbe riuscirci. Per le Furie, l’opzione principale sarà Davis, capace di segnare a ripetizione: Roseto potrebbe contenerlo con una zona box and one (in quattro a zona con uno fisso in marcatura, ndc). Ci piazzerei Mei, un bel rompiscatole, o un lottatore, tipo Casagrande».

Settore lunghi: qui gli Sharks si giocano la carta pesante Amoroso.

«È l’unico che ha due dimensioni in attacco, bravo a colpire da tre punti, come ad andare 1 contro 1 o spalle a canestro, tutto con grande efficacia; se recupera anche la forma fisica, diventerà incontenibile. In quel ruolo le Furie rispondono bene, con Allegretti, che ha grande esperienza e un efficace tiro dall’arco».

E i pivot?

«Mortellaro mi piace, dà sempre un bel contributo; occhio però ai rosetani in quel reparto, che oltre all’atleticità di Sherrod, possono contare sulla sostanza di Paci e Fattori».

L’ultimo derby al Roseto, con un canestro di Moreno: a chi darebbe l’ultimo tiro?

«Facile pensare a Smith o Davis, ma occhio a Mei o Sergio».

Marco Rapone

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