Mascara: Catania forte, ma i nomi non contano

L’attaccante siciliano parla della sfida: «Il Delfino mi piace, ai tifosi dico di avere pazienza»
PESCARA. «Un po’ mi dispiace per come è andata a finire. Potevo starci bene anch’io in questo Pescara». Giuseppe Mascara avverte un pizzico di nostalgia, nonostante ora viva a Catania con la famiglia divertendosi a giocare nel Siracusa in serie D.
L’attaccante di Caltagirone avrebbe voluto proseguire la sua avventura in Abruzzo, invece ha deciso di risolvere consensualmente il suo contratto con un anno di anticipo.
La società aveva una sua strategia e lui preferì rinunciare all’ingaggio anziché essere etichettato come una zavorra. «Mi sono trovato bene a Pescara», afferma il 35enne attaccante siciliano, «anche se non siamo riusciti ad ottenere un risultato positivo. Giustamente la società ha voluto puntare sui giovani e lì ho capito di dovere togliere il disturbo. Però poi ho notato che qualche elemento esperto è stato acquistato, perciò la mia presenza non sarebbe stata una bestemmia. È andata così, ma conserverò per sempre un bel ricordo dei pescaresi e della città».
Domani i biancazzurri allo stadio Massimino affronteranno il Catania, la squadra del suo cuore, quella con cui è arrivato in A da protagonista (226 presenze e 58 reti con la maglia degli etnei). «Sulla carta il Catania è la squadra più forte del campionato, ma la carta non conta nulla, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle nella passata stagione. Avevamo un organico attrezzato per arrivare almeno ai play off, invece abbiamo fallito l’obiettivo».
Il Catania ha già cambiato la guida tecnica: dopo tre giornate Maurizio Pellegrino ha lasciato il posto a Giuseppe Sannino.
«Da questo punto di vista Catania è simile a Pescara. Sono due piazze in cui c’è una pressione molto forte. Nel calcio non ti aspetta nessuno, purtroppo contano solo i risultati. Dico ai tifosi biancazzurri di stare vicini a squadra e allenatore. La qualità c’è: penso a Caprari, Politano, Maniero, Guana, Bjarnason, tutti ottimi calciatori. Però in serie B contano soprattutto l’unità di intenti, la grinta e lo spirito di sacrificio. Ingredienti che l’anno scorso sono mancati pregiudicando il nostro cammino».
Nelle fila rossoazzurre quasi tutti hanno un passato (recente) nella massima serie. «Ecco il nocciolo della questione. Chi scende dalla serie A alla B non sempre riesce a calarsi nella nuova mentalità. Credo che il problema del Catania sia proprio questo. Penso anche al Bologna che ha tanti nomi, ma non è ancora riuscito a carburare».
Peppe Mascara evita di fare pronostici, forse per non scontentare nessuno. «Questa categoria non ti permette di azzeccare nessun risultato. Guardate la classifica. Chi avrebbe immaginato Perugia, Carpi e Pro Vercelli nelle prime tre posizioni? In B è vietato fare previsioni».
(g.t.)
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