Matri chiude alle speranze del Pescara

11 Febbraio 2020

Il 35enne ex Brescia ribadisce la volontà di non scendere di categoria e i biancazzurri potrebbero restare così come sono

PESCARA . Dopo due sorrisi, la prima delusione. E dopo il ko con l’Entella il tema caldo torna ad essere quello dell’attaccante. Il mercato si è chiuso undici giorni fa e il Pescara è ancora a caccia di un elemento da ingaggiare nella lista degli svincolati. Il sogno del club era e resta Alessandro Matri, ma anche i contatti delle ultime ore si sono rivelati infruttuosi. Dopo aver firmato la risoluzione del contratto con il Brescia, l’ex Milan e Juve continua a sperare in una chiamata dalla serie A. Tuttavia, finora le società che avrebbero potuto tesserarlo (Parma, Spal e Genoa) non si sono mosse e il Delfino sperava di poterlo convincere. Al contrario, pure ieri nel corso dell’ultimo colloquio telefonico, Matri ha ribadito la volontà di non voler scendere in B. Almeno per il momento, il 35enne di Sant’Angelo Lodigiano non intende cimentarsi di nuovo in una categoria in cui ha militato per una sola stagione (2006-07, 28 gare e 4 gol con il Rimini) prima di lanciarsi stabilmente nella massima serie (in totale 344 gare e 92 reti in A). Nei giorni scorsi ci ha provato il Las Palmas (11° nella B spagnola), dove opera l’ex ds del Milan Rocco Maiorino, ma il possibile arrivo di Matri non ha entusiasmato l’allenatore Pepe Mel. «Prendere un calciatore sul cui nome non sono d'accordo sarebbe assurdo, semplicemente perché non lo metterei in campo», le parole del tecnico del Las Palmas al quotidiano Marca. «Se arriverà qualcuno dovrà migliorarci, altrimenti continuerò a sfruttare i giovani della rosa». In ogni caso, il no (quasi definitivo) di Matri è una doccia gelata per il Pescara, che a questo punto potrebbe abbandonare l’idea di potenziare l'attacco con uno svincolato. Prendere un “senza contratto” solo per aumentare il numero delle punte rischia di rivelarsi controproducente, ecco perché la società ha deciso di scartare le proposte di procuratori pronti a mettere sul tavolo i nomi dei propri assistiti (ora disoccupati). A questo elenco appartengono i vari Valeri Bojinov, Vladimir Weiss, Obafemi Martins e, da ieri, si è unito al gruppo lo spagnolo Cristian Lopez, centravanti classe 1989 ex Burgos, Cluj, Lens e Angers. Un’ipotesi che non ha affatto stuzzicato la dirigenza, anche perché lo scorso agosto Lopez ha accettato la ricca offerta dell’Hatta Club andando a giocare nel campionato di serie B degli Emirati Arabi Uniti. Insomma, in giro non ci sono soluzioni intriganti e probabilmente il reparto avanzato di Nicola Legrottaglie resterà invariato fino al termine della stagione. Una notizia poco rassicurante per i tifosi che due giorni fa a Chiavari, contro un’Entella tutt’altro che trascendentale, hanno visto riaffiorare le vecchie lacune. Manovra lenta, circolazione del pallone scontata e una preoccupante sterilità nella fase offensiva. L’addio di un calciatore talentuoso come Josè Machìn ha privato la squadra di quell’imprevedibilità necessaria per scardinare le difese avversarie. Poi bisogna considerare la pesante assenza di Luca Palmiero, unico playmaker puro in organico capace di cucire il gioco con velocità e precisione, che ha saltato il match in Liguria per squalifica. E se aggiungiamo la flessione di Cristian Galano diventa dura. Per quasi tutto il girone di andata il 28enne foggiano è stato un autentico trascinatore mettendo a segno ben 9 gol in 15 partite. Nelle ultime 8, invece, Galano si è un po’ bloccato andando a bersaglio due volte (contro Livorno e Pordenone) e sbagliando un rigore con il Cosenza. Un calo fisiologico per l’unico calciatore della rosa che finora non ha saltato nemmeno una gara. Dal mercato invernale sono arrivati Luca Pucciarelli e Luca Clemenza. Ironia della sorte, l’ex Chievo si è infortunato gravemente nel primo allenamento in biancazzurro, invece il secondo ha debuttato nel finale a Chiavari ed è ancora tutto da scoprire.
Giovanni Tontodonati
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